Macroeconomia: I dati sui prezzi al consumo sorprendono positivamente

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Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato poco fa che l'indice sui prezzi al consumo (CPI, Consumer Price Index) è aumentato a marzo dello 0,6%. Il core CPI, l'indice depurato dalle più volatili variazioni dei prezzi di cibo ed energia, è cresciuto dello 0,1%. Entrambi i dati sono risultati essere, a sorpresa, migliori delle attese del mercato. Gli economisti avevano previsto infatti in media per il CPI un aumento dello 0,7% e per il core CPI dello 0,2%. In seguito all'annuncio dei due dati i futures sui principali indici azionari statunitensi hanno volto al rialzo. La notizia ha ridotto i timori di Wall Street legati all'aumento dell'inflazione. Ricordiamo che la scorsa settimana il rapporto del FOMC (FOMC Minutes) aveva depresso gli investitori indicando che l'aumento dei prezzi continua ad essere la principale fonte di preoccupazione di Bernanke e dei suoi colleghi e che potrebbero essere quindi necessari degli ulteriori rialzi dei tassi d'interesse per cercare di frenare l'inflazione. Visto il modesto aumento del core CPI a marzo una stretta monetaria è ora per il breve termine molto improbabile.
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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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