Le aziende del settore tecnologico aumenteranno i dividendi in maniera significativa

Un laptop mostra un grafico

Traendo spunto dalla notizia di martedì sera 18 settembre riguardante un aumento del dividendo del 15% da parte di Microsoft (US5949181045), Peter Vanderlee, gestore del portfolio di ClearBridge Advisors, la sussidiaria di Legg Mason, spiega perché a ClearBridge sono convinti che il settore della tecnologia stia imboccando la strada di aumenti consistenti dei dividendi: le società del settore della tecnologia stanno tentando di attrarre nuovi investitori e di diversificare il proprio azionariato.

Peter Vanderlee indica che negli Stati Uniti, la necessità diffusa di detenere titoli che producano un reddito ha generato una più forte domanda di azioni che pagano dividendi. Ciò avviene proprio nel momento in cui molte società del comparto tecnologico, maturando, hanno cominciando a rendere capitale agli investitori, e in cui i titoli di Stato e le obbligazioni societarie offrono rendimenti bassi come non mai.

“Molte società tecnologiche hanno nei bilanci della liquidità abbondante e pochi o nessun debito, mentre contano su ottimi flussi di cassa e presentano un rapporto tra liquidità e dividendi pagati sano”, precisa Vanderlee. “Questo significa che i recenti aumenti del dividendo nel settore della tecnologia costituiscono un trend destinato a crescere marcatamente”.

Secondo le analisi realizzate dal team di ClearBridge, nell’anno in corso tre società statunitensi del settore tecnologico dello S&P 500 hanno cominciato a staccare un dividendo mentre altre 38 lo hanno incrementato negli ultimi 12 mesi, confermando in questo modo la sempre maggiore importanza di questo settore per gli investitori che mirano ad avere un reddito. Difatti, in confronto al 2002, quando solo il 20% delle società tecnologiche dello S&P 500 pagavano un dividendo, alla fine dell’anno scorso la percentuale era salita al 53,5%.

“Sempre di più, i team del management e i dirigenti di queste società considerano i dividendi un modo per attrarre nuovi investitori, in particolare quelli che mirano al valore e al reddito, e per diversificare il proprio azionariato”, spiega Vanderlee. “L’inclusione dei dividendi tra gli elementi della struttura di allocazione del capitale rappresenta una rottura con i più tradizionali strumenti costituiti dal riacquisto di azioni e dalle acquisizioni. Questo cambiamento nel comportamento trova una base solida nella tendenza del prezzo delle azioni tecnologiche a rispondere favorevolmente agli annunci di nuovi significativi dividendi o aumenti dei dividendi già distribuiti”.

Vanderlee ricorda che il giorno dell’annuncio di un aumento del dividendo del 75% da parte di Cisco Systems (US17275R1023), il 15 agosto 2012, il prezzo del titolo è balzato. “A partire dal mercato azionario si sta innescando un ciclo virtuoso: la spinta positiva dei nuovi o maggiori dividendi esercita una pressione affinché altre società facciano lo stesso e comincino a pagare dividendi o ad aumentare quelli già in essere”.

Tra gli altri esempi si conta Apple (US0378331005), che ha iniziato a distribuire un dividendo nell’agosto 2012, e Seagate Technology (KYG7945J1040), che lo ha aumentato sostanzialmente due volte lo scorso anno. “Le nostra previsione è che questo trend che vede il settore della tecnologia pagare dividendi più alti continuerà”, conclude Vanderlee.

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