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ETP su materie prime vedono record di deflussi nel secondo trimestre

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Deflussi record per gli ETP su materie prime. © Shutterstock

Gli Exchange Traded Product (ETP) su materie prime hanno visto deflussi record nel secondo trimestre del 2013. La causa è principalmente imputabile al rialzo dei tassi d'interesse negli Stati Uniti dove le aspettative di una fine anticipata dell’acquisto di bond da parte della Federal Reserve (FED) e un rafforzamento del dollaro hanno avuto un peso rilevante sulla percezione degli investitori. La combinazione di una forte e improvvisa flessione nelle quotazioni dell’oro e i conseguenti grandi deflussi registrati dagli ETP che hanno il metallo come sottostante, hanno determinato perdite consistenti all’interno degli asset di questi prodotti che replicano il prezzo delle materie prime. Una flessione costata 49 miliardi di dollari USA per un totale in gestione sceso a circa 127 miliardi, il livello più basso dal secondo trimestre 2010. È interessante notare che i deflussi legati agli ETP sull’oro hanno avuto il loro picco lo scorso aprile 2013, con vendite più moderate in giugno e luglio.

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I PRINCIPALI TREND REGISTRATI DAGLI EXCHANGE TRADED PRODUCT SU MATERIE PRIME NEL 2013
Gli Exchange Traded Product (ETP) hanno registrato deflussi trimestrali da record a causa della forte e improvvisa flessione del prezzo dell’oro e delle vendite degli ETP correlati a questo metallo che hanno visto principalmente investitori tattici e di momentum liquidare le proprie posizioni. Adesso, il totale degli investimenti del trimestre in ETP su materie prime è pari a 127 miliardi di dollari rispetto ai 186 miliardi in gestione alla fine del primo trimestre 2013. Per due terzi la flessione registrata nel secondo trimestre 2013 dagli asset degli Exchange Traded Product (ETP) su materie prime è stata causata principalmente da cadute di prezzo, la restante parte, invece, è generalmente da attribuirsi ai deflussi. I movimenti di prezzo che hanno riguardato l’oro rappresentano il 51% della flessione complessiva registrata da questi asset. I deflussi netti totali, invece, sono stati di 19 miliardi di dollari e il 97% delle vendite ha riguardato proprio il metallo giallo. Gli ETP sull’oro hanno visto deflussi netti pari a 18,5 miliardi di dollari, i più ingenti disinvestimenti trimestrali da quando il primo “Gold” ETP è stato creato nel 2003. Il rialzo dei tassi negli Stati Uniti, grazie alle migliori prospettive di crescita e alla riduzione dell’acquisto di bond da parte della Federal Reserve insieme ad un rafforzamento del dollaro USA, hanno causato una perdita del 21% nel prezzo dell’oro. Investitori tattici e di momentum hanno venduto i propri titoli all’interno della correzione di prezzo. Le vendite più consistenti riguardano aprile con 8,7 miliardi di dollari USA di deflussi, diversamente in maggio e giugno queste sono state più moderate, rispettivamente di 6 e 3,9 miliardi.

Il platino è stata la principale nota positiva del trimestre con 712 milioni di dollari di investimenti. Gli attuali fondamentali di domanda e offerta insieme con le crescenti preoccupazioni sul futuro della produzione in Sud Africa a causa sia delle controversie lavorative che della penuria energetica, hanno spinto gli investitori a costruire posizioni nonostate il sentiment negativo verso le materie prime. Il palladio ha registrato forti flussi in aprile e maggio. Tuttavia, gli investimenti hanno avuto un’inversione in giugno a causa delle preoccupazioni sulla crescita cinese – dove l’impiego del palladio utilizzato in larga parte nella costruzione di autocatalitici a benzina pare stia giungendo al termine – bloccata dalle ristrette condizioni di liquidità interna.

Il rame dopo aver visto un misto di flussi e deflussi in aprile, in maggio e giugno ha registrato un totale investimenti pari a 67 milioni di dollari USA. Gli incidenti minerari in indonesia e Stati Uniti hanno infatti riscaldato fortemente l’offerta. Anche lo zinco ha avuto le attenzioni degli investitori con 13 milioni di di dollari USA di flussi netti durante il trimestre.

Gli ETP agricoli hanno visto deflussi netti pari a 108 milioni di dollari USA nel secondo trimestre 2013 invertendo il trend di investimenti registrato nel primo trimestre dell’anno. Tuttavia, i deflussi sono stati meno di un terzo di quelli registrati l’anno precedente. Le crescenti aspettative dell’offerta per cereali e soia dopo la piantatura record negli Stati Uniti hanno portato gli investitori a ridurre i titoli degli ETP correlati a queste coltivazioni. Come già accaduto l’anno scorso, forti condizioni di siccità possono cambiare velocemente queste aspettative e gli investimenti in questi prodotti rimangono sempre sensibili alle condizioni climatiche estive.

I deflussi dagli ETP petroliferi si sono attenuati dopo la crescita delle tensioni in Medio Oriente, registrando 170 milioni di dollari di deflussi nel secondo trimestre del 2013. Un dato più contenuto rispetto agli 848 milioni registrati nel primo trimestre del 2013. Investimenti negli ETP sul gas naturale registrati a giugno 2013 hanno invertito la maggior parte del trend di deflussi avuti da aprile a maggio 2013 dato che gli investitori hanno visto nella flessione del prezzo dell’Henry Hub un’opportunità di acquisto.

Nicholas Brooks, Head of Research and Investment strategy di ETF Securities ha commentato “La moderazione potrebbe indicare che il peggio della vendita degli ETP su oro sia alle nostre spalle. In questo trimestre, il platino è stato sicuramente la nota positiva con 712 milioni di dollari USA di investimenti dovuti principalmente alle preoccupazioni concernenti l’offerta. L’outlook per la maggior parte degli investimenti in materie prime e dei relativi prezzi probabilmente accrescerà la percezione degli investitori sul fatto che la recente compressione di liquidità e le preoccupazioni sulla crescita cinese siano temporanee o che si tratti dell’inizio di un trend di più grande respiro. Oro e argento rimarranno probabilmente legati alle view sulle intenzioni della Federal Reserve e la direzione dei tassi di interesse reali. Su entrambi i punti crediamo che le reazioni degli investitori siano state esagerate”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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