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Outlook di mercato a cura di M&G

M&G ritiene che il contesto resta nel complesso molto favorevole alle azioni nel lungo periodo. Positivi il calo del petrolio e i tassi contenuti.

A luglio avevamo rilevato che molti osservatori erano preoccupati per le performance positive registrate dall’inizio dell’anno dalla maggior parte degli asset. Da allora le azioni hanno subito una brusca correzione e gli osservatori sono alla ricerca di spiegazioni plausibili. A nostro avviso, in assenza di cambiamenti sostanziali del quadro economico globale fondamentale, il contesto resta nel complesso molto favorevole alle azioni nel lungo periodo.

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COSA È CAMBIATO REALMENTE?
Con l’avvio dell’ultimo trimestre 2014, quanto meno osservando i mercati finanziari, ci troviamo in una situazione affatto diversa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. All’inizio del quarto trimestre 2013 i principali titoli di Stato erano reduci da una correzione provocata dalle “fibrillazioni sul tapering” dell’estate. Al contempo, la maggior parte degli osservatori sembrava prevedere un significativo rialzo dei listini azionari con l’inizio del nuovo anno, favorito dal graduale miglioramento delle prospettive di crescita a livello globale. Dodici mesi più tardi i mercati procedono in direzione opposta: nelle ultime settimane le obbligazioni hanno messo a segno un rally, tornando ai livelli pre-tapering, mentre le azioni hanno attraversato una fase di intensa volatilità.

Allo stadio attuale è importante valutare attentamente cosa sia realmente cambiato. Noi del team M&G Multi Asset riteniamo essenziale esaminare i fatti e individuare eventuali mutamenti intervenuti nel quadro fondamentale, poiché sono questi aspetti che influenzano i nostri giudizi sugli investimenti.

La prima osservazione da fare è che i due fattori cruciali indicati lo scorso anno di questi tempi quali probabili driver fondamentali dell’andamento dei prezzi delle attività nei mesi successivi si sono in effetti materializzati:

- Negli ultimi 12 mesi abbiamo continuato a osservare segnali di una graduale crescita economica globale (sia pur con una significativa dispersione regionale e una certa volatilità nei dati di breve periodo); e

- La Federal Reserve ha in effetti intrapreso il ‘tapering’ del quantitative easing, proprio come previsto.

Nel complesso, il contesto odierno vede ancora un’espansione generale delle diverse economie, benché in misura variabile. Inoltre, nonostante il tapering, le politiche monetarie del mondo sviluppato rimangono molto accomodanti. Di conseguenza, riteniamo plausibile che non sia mutata tanto la situazione reale quanto il sentiment e le convinzioni.

UN’ANALISI DEI FATTI
Quando si osserva una flessione dei prezzi, spesso è facile diventare pessimisti. Certo, di recente i motivi di apprensione non sono mancati – le prospettive di crescita europee o cinesi, le tensioni geopolitiche, persino la diffusione dell’Ebola o le condizioni climatiche inusuali – e gli osservatori di mercato hanno posto l’accento su questi e diversi altri problemi nel tentativo di spiegare i bruschi ribassi che hanno interessato negli ultimi tempi i mercati azionari. A nostro avviso, però, molti di questi non sono altro che “rumori di fondo”, soprattutto perché il pessimismo a lungo termine non trova riscontro nei fatti. È vero, permangono alcuni ostacoli molto concreti alla ripresa economica, specialmente nell’eurozona; tuttavia, riteniamo che sia piuttosto facile trovare motivo di rassicurazione, e persino di ottimismo, nell’analisi di alcune delle tendenze generali degli indicatori globali.

Malgrado la disoccupazione persistentemente elevata in gran parte del mondo, si scorgono segnali di un miglioramento del mercato del lavoro, soprattutto in paesi come gli Stati Uniti. Queste dinamiche favorevoli sembrano esercitare un effetto positivo sui redditi reali e, di conseguenza, sulla domanda sottostante, come dimostrano indicatori quali gli indici PMI dei responsabili degli acquisti.

Un impatto positivo sui redditi reali giunge anche dal calo dei prezzi dell’energia (come nel caso del recente crollo del  prezzo del petrolio.). Ciò è più importante, a nostro parere, di altri fattori che spesso monopolizzano l’attenzione, come le previsioni dei cosiddetti “esperti” e gli interventi di politica economica. Infatti, a stimolare davvero la crescita sarà molto probabilmente il senso di fiducia nei confronti della propria situazione finanziaria personale, che indurrà a spendere e investire anziché a estinguere semplicemente i debiti.

Anche i tassi d'interesse contenuti hanno un effetto positivo sui redditi reali. I consumatori possono destinare mensilmente al servizio del debito una quota quanto mai ridotta del proprio reddito. Il rapporto di servizio del debito delle famiglie statunitensi è oggi più contenuto che mai. A nostro avviso, tutto ciò suggerisce un miglioramento anziché un peggioramento delle prospettive di crescita globale.

OPPORTUNITÀ INTERESSANTI IN AMBITO AZIONARIO
In una fase come quella attuale, in cui l’andamento dei prezzi è in contrasto con i fatti, riteniamo che si creino spesso opportunità d’investimento interessanti. Da qualche tempo siamo fermamente convinti dell’attrattiva di alcune piazze azionarie, poiché abbiamo constatato che per gran parte del periodo trascorso dal 2008 gli eccessivi timori degli investitori hanno condotto a una sottovalutazione di queste attività. A nostro parere, di recente non si sono registrati cambiamenti significativi del quadro macroeconomico globale generale, nel quale si ravvisano persistenti segnali di un graduale miglioramento economico e di politiche di sostegno in larga parte del mondo. Pertanto, restiamo convinti che le prospettive a medio termine per le azioni, nonché forse per alcuni segmenti dei mercati del credito, siano ancora molto positive. Al contempo, i principali titoli di Stato appaiono di nuovo pericolosamente sopravvalutati nel complesso. Di conseguenza, negli ultimi mesi abbiamo ridotto l’esposizione a tali emissioni nella maggior parte dei nostri portafogli, incrementando di buon grado le posizioni azionarie, soprattutto in occasione della recente fase di volatilità, durante la quale il mercato ha offerto questi asset dalle valutazioni già interessanti a quotazioni ancor più scontate.

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Steven Andrew, gestore del fondo M&G Income Allocation ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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