Petrolio: L'Arabia Saudita difende l'OPEC e smentisce ogni complotto

Petrolio: L'Arabia Saudita difende l'OPEC e smentisce ogni complotto
Le quotazioni del petrolio sono calate significativamente da giugno. © Shutterstock

Riad ha scaricato le responsabilità del crollo dei prezzi sui produttori che non fanno parte dell'OPEC e sugli speculatori.

Ali al Naimi, il ministro del Petrolio saudita, ha difeso ancora una volta la decisione dell'OPEC di non ridurre la sua produzione nonostante il forte calo dei prezzi.




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Il greggio si è deprezzato da giugno di più del 40%. Le quotazioni hanno accelerato al ribasso durante le scorse settimane dopo che l'OPEC ha deciso alla fine di novembre di lasciare invariato il tetto massimo della sua produzione a 30 milioni di barili al giorno.

Parlando ieri a un forum ad Abu Dhabi, al Naimi ha scaricato le responsabilità del crollo dei prezzi sui produttori che non fanno parte dell'OPEC e sugli speculatori.

Al Naimi ha tuttavia indicato di essere fiducioso sulle prospettive del mercato petrolifero. "Le attuali quotazioni non incoraggiano gli investimenti nel settore dell'energia ma stimolano la crescita dell'economia mondiale. Ciò condurrà ad un aumento della domanda di petrolio".

Al Naimi ha parallelamente smentito che alla base della politica petrolifera di Riad ci sia un disegno geopolitico. "Le discussioni su un complotto organizzato dall'Arabia Saudita a fini politici sono senza fondamento e mostrano un'ignoranza nella materia. La nostra politica petrolifera si fonda su una base strettamente economica, niente di più, niente di meno".

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