Petrolio in ripresa, Russia ribadisce sostegno a congelamento produzione

Dopo il forte calo di ieri, il petrolio è tornato ad apprezzarsi dopo che la Russia ha ribadito il suo impegno a partecipare ad un’azione con l’OPEC volta a stabilizzare il mercato. Il future sul Brent con scadenza dicembre guadagna al momento lo 0,5% a 51,61 al barile. Il future sul WTI con scadenza dicembre sale dello 0,2% a 50,71 al barile.

Il ministro russo dell’Energia Alexander Novak ha dichiarato oggi che un accordo su un congelamento della produzione è necessario per sostenere i prezzi. Novak ha aggiunto che si incontrerà durante il fine settimana con il suo collega saudita, Khalid Al-Falih, per illustrare le sue proposte.

L’OPEC ha raggiunto a fine settembre ad Algeri un accordo preliminare per tagliare la sua produzione di circa 700.000 barili al giorno a 32,5-33 milioni di barili al giorno. I dettagli del piano, incluse le quote con cui contribuiranno i singoli Paesi, saranno decisi alla riunione ufficiale in programma il prossimo 30 novembre a Vienna.

Per riuscire a stabilizzare i prezzi, l’OPEC ha bisogno anche dell’appoggio dei grandi produttori che non fanno parte del cartello, come la Russia. Il governo russo ha indicato più volte durante le scorse settimane di essere pronto a collaborare, tuttavia il potente Igor Sechin, il presidente di Rosneft (RU000A0J2Q06), si è espresso contro un congelamento o un taglio della produzione.

A frenare la ripresa dei prezzi del petrolio è oggi la forza del dollaro. Il Dollar Index è salito fino a 98,66 punti, da 98,33 punti di ieri. L’apprezzamento del dollaro è un fattore negativo per le materie prime denominate nel biglietto verde, come il greggio, perché le rende più care per chi possiede altre valute.

Gli investitori attendono ora i dati di Baker Hughes (US0572241075) sugli impianti di trivellazione di greggio negli Stati Uniti. Il numero delle trivelle statunitensi è cresciuto in quindici delle ultime sedici settimane, segnalando che la ripresa dei prezzi sta incoraggiando le compagnie petrolifere ad incrementare le loro attività.

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