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Petrolio, prezzi in netta flessione, Iran e Iraq dicono no all'OPEC

Petrolio, prezzi in netta flessione, Iran e Iraq dicono no all'OPEC
I prezzi del petrolio hanno chiuso in calo. © Shutterstock

Il future sul WTI con scadenza dicembre ha finito la seduta al NYMEX in ribasso del 2,1% a 48,70 dollari al barile.

Il prezzo del petrolio ha chiuso oggi in netta flessione. Il future sul WTI con scadenza dicembre ha finito la seduta al NYMEX in ribasso del 2,1% a 48,70 dollari al barile. Durante la settimana la quotazione del greggio quotato a New York è calata del 4,2%. Si è trattato del primo calo settimanale dopo cinque settimane positive di fila. Il future sul Brent con scadenza dicembre ha perso all’ICE l’1,5% a 49,71 dollari al barile. Durante l’intera settimana il benchmark globale è sceso del 4%.

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I prezzi del petrolio continuano ad essere influenzati fortemente dalle notizie e dalle voci relative agli sforzi dell’OPEC di limitare l’offerta sul mercato. Secondo quanto riporta il “Wall Street Journal” l’odierna riunione “tecnica” dei delegati del cartello a Vienna si sarebbe conclusa con un nulla di fatto perché l’Iran e l’Iraq si sarebbero rifiutati di accettare i dati utilizzati per suddividere i tagli alla produzione.

L’Iran e l’Iraq avrebbero inoltre detto di non essere pronti a congelare i loro livelli produttivi a causa dei problemi politici interni. Teheran vuole continuare a pompare petrolio finché non raggiungerà una produzione di 4,2 milioni di barili al giorno, che corrisponde alla sua quota di mercato prima delle sanzioni. L’Iraq ha bisogno da parte sua di aumentare gli introiti petroliferi per finanziare la sua lotta contro l’IS.

I membri dell’OPEC si incontreranno domani, sempre a Vienna, con i produttori che non fanno parte del cartello, come Messico, Russia e Brasile. L’OPEC si è sforzata durante le scorse settimane di ricevere l’appoggio di Mosca nel suo intento di stabilizzare i prezzi. Dalle autorità russe sono arrivati però finora solo segnali contrastanti.

Gli esperti di BMI Research, un unità dell’agenzia di rating Fitch, credono che l’OPEC sceglierà un accordo “annacquato”, con target più modesti rispetto a quelli annunciati lo scorso mese ad Algeri.

Intanto si è fermato l’aumento delle trivelle negli Stati Uniti. Baker Hughes (US0572241075) ha comunicato oggi che il numero di impianti di trivellazione di greggio è calato negli Stati Uniti questa settimana di 2 unità a 441 unità. Si è tratta del primo calo dopo sedici aumenti settimanali di fila.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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