Petrolio, niente progressi a Vienna, i prezzi precipitano ai minimi da un mese

Petrolio, niente progressi a Vienna, i prezzi precipitano ai minimi da un mese
I prezzi del petrolio hanno chiuso in deciso ribasso. © Shutterstock

Il future sul WTI con scadenza dicembre ha finito la seduta al NYMEX in ribasso del 3,8% a 46,86 dollari al barile.

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Il prezzo del petrolio è precipitato oggi ai minimi da un mese. Il future sul WTI con scadenza dicembre ha finito la seduta al NYMEX in ribasso del 3,8% a 46,86 dollari al barile. Si tratta del più basso livello dal 27 settembre. Il future sul Brent con scadenza dicembre ha perso all’ICE il 2,8% a 48,30 dollari al barile. Anche per il benchmark globale si tratta dei minimi da fine settembre.

Gli investitori sono sempre più scettici che l’OPEC riuscirà a ridurre l’offerta sul mercato petrolifero. La riunione “tecnica” tenutasi venerdì a Vienna ha confermato le divisioni all’intero del cartello. L’Iran e l’Iraq continuano a chiedere di essere esentati dal piano volto a stabilizzare i prezzi. Teheran e Bagdad non accettano inoltre le stime del cartello sulla loro produzione.

Anche l’incontro di sabato tra l’OPEC e sei Paesi non-OPEC si è concluso con un nulla di fatto. La Russia, il maggiore esportatore mondiale di petrolio, ha ribadito di essere disposta solo a congelare la sua produzione e solo dopo che i membri dell’OPEC avranno raggiunto un accordo definitivo tra di loro.

Il segretario generale dell’organizzazione, Mohammad Barkindo, ha messo in guardia dalle gravi conseguenze per l’industria petrolifera se non si procederà con il piano per limitare la produzione. “Il processo di riequilibrio del mercato petrolifero ha richiesto fin troppo tempo e non possiamo rischiare ulteriori ritardi”, ha affermato. “È necessario il massimo impegno di tutti i Paesi, sia OPEC che non-OPEC”, ha aggiunto.

A pesare sui prezzi del petrolio è stata inoltre oggi la ripresa del dollaro. Dopo le perdite registrate venerdì il Dollar Index è risalito nel corso della giornata fino a 98,70 punti. Se il dollaro si rafforza le materie prime denominate nella valuta statunitense, come il greggio, diventano meno appetibili per chi possiede altre divise.

Il forte calo dei prezzi del petrolio ha penalizzato i titoli petroliferi. L’indice settoriale NYSE ARCA Oil ha perso oggi lo 0,9%.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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