Prezzi petrolio precipitano ai minimi da cinque settimane dopo balzo scorte USA

I prezzi del petrolio ha chiuso oggi per la quarta seduta di fila in flessione. Il future sul WTI con scadenza dicembre ha finito la seduta al NYMEX in ribasso del 2,9% a 45,34 dollari al barile. Si tratta del più basso livello dal 27 settembre. Il future sul Brent con scadenza dicembre ha perso all’ICE il 2,7% a 47,86 dollari al barile. Anche per il benchmark globale si tratta dei minimi da fine settembre.

L’EIA (Energy Information Administration) ha comunicato oggi che le scorte di greggio sono balzate la scorsa settimana negli USA di 14,4 milioni di barili. Si è trattato del più forte aumento dal 1982, ovvero dall’inizio delle serie storiche. Gli analisti avevano previsto un aumento di 1,9 milioni di barili.

Il balzo record delle scorte statunitensi ha peggiorato ulteriormente il sentiment nei confronti del petrolio. I prezzi erano già scesi significativamente durante le scorse sedute a causa del crescente scetticismo sulle capacità dell’OPEC di riuscire a limitare la sua produzione. A meno di un mese dal vertice di Vienna i membri del cartello continuano ad essere divisi su come implementare l’accordo di Algeri.

Goldman Sachs ha avvertito che se l’OPEC non dovesse realizzare il piano per limitare la produzione i prezzi del petrolio potrebbero crollare di più del 10% (Petrolio: Senza accordo OPEC, prezzi crolleranno a 40 dollari).

Intanto l’organizzazione continua a pompare senza sosta. Secondo un’indagine effettuata da Bloomberg, la produzione dell’OPEC sarebbe aumentata ad ottobre, rispetto a settembre di 170.000 barili al livello record di 34,02 milioni di barili al giorno.

Iran, Libia e Nigeria, a cui è stato concesso uno status speciale ad Algeri, hanno aumentato lo scorso mese la produzione di complessivi 400.000 barili. L’Iraq, che ha chiesto allo stesso modo di non partecipare al piano per ridurre l’offerta sul mercato, ha aggiunto 50.000 barili.

Anche l’indagine condotta da Reuters vede la produzione dell’OPEC ad un livello record ad ottobre, tuttavia leggermente inferiore alla stima di Bloomberg, ovvero a 33,82 milioni di barili al giorno contro i 33,69 barili al giorno di settembre.

Il forte calo dei prezzi del petrolio ha penalizzato i titoli petroliferi. L’indice settoriale NYSE ARCA Oil ha perso oggi l’1,2%, contro il -0,7% dell’S&P 500.

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