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Prezzo petrolio, inversione a U dopo elezione Trump. Ecco perché

Prezzo petrolio, inversione a U dopo elezione Trump. Ecco perché
Il prezzo del petrolio ha registrato un rimbalzo. © Shutterstock

Il future sul WTI con scadenza dicembre ha guadagnato al NYMEX lo 0,6% a 45,27 dollari al barile.

I prezzi del petrolio hanno chiuso oggi in rialzo. Il future sul WTI con scadenza dicembre ha guadagnato al NYMEX lo 0,6% a 45,27 dollari al barile. Si tratta del più alto livello da una settimana. Il future sul Brent con scadenza gennaio ha guadagnato all’ICE lo 0,7% a 46,36 dollari al barile.

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Come molti altri asset, anche i prezzi del petrolio hanno fatto un’inversione a U dopo la notizia della vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali. Prima sono precipitati, poi hanno registrato un deciso rimbalzo. Nelle contrattazioni elettroniche il WTI aveva toccato un minimo a circa 43 dollari al barile.

Ma perché i prezzi del petrolio sono saliti dopo l’esito del voto? Innanzitutto Trump vuole rilanciare l’economia con tagli alle tasse e maggiore spesa. Nel suo primo discorso presidenziale il tycoon newyorkese ha affermato di puntare a raddoppiare la crescita. La domanda di greggio potrebbe quindi salire, gli Stati Uniti sono il maggiore consumatore mondiale di energia.

Durante la campagna elettorale Trump ha criticato aspramente l’accordo sul nucleare raggiunto con l’Iran, che ha permesso a Teheran di aumentare quest’anno significativamente le sue esportazioni di petrolio. Anche se è improbabile che il candidato repubblicano riesca a revocare l’intesa, si è accesa la speculazione su una possibile minore offerta da parte dell’Iran.

Ci vorrà infine del tempo prima che le politiche energetiche di Trump possano avere un impatto. Il nuovo presidente vuole promuovere la produzione statunitense di combustibili fossili per creare occupazione. La misura, se verrà attuata, incrementerà nel lungo periodo le forniture di greggio da parte degli Stati Uniti. I fondamentali del mercato petrolifero resteranno tuttavia invariati nel breve-medio termine.

L’aumento dei prezzi del petrolio ha spinto i titoli petroliferi. L’indice settoriale NYSE Arca Oil & Gas ha guadagnato l’1,2%, contro il +1,1% registrato dall’S&P 500. Tra i grandi gruppi petroliferi statunitensi Exxon Mobil (US30231G1022) ha guadagnato l’1,1%, Chevron (US1667641005) lo 0,3%, ConocoPhillips (US20825C1045) il 3,5% e Halliburton (US4062161017) l’1,2%.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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