Petrolio: Più forte rialzo da sette mesi, si torna a scommettere su OPEC

Dopo le perdite delle scorse sedute il prezzo del petrolio ha chiuso oggi in deciso rialzo. Il future sul Brent con scadenza gennaio è salito all’ICE del 5,7% a 46,95 dollari al barile. Si tratta del più alto livello dal 1 novembre. Il future sul WTI con scadenza dicembre ha guadagnato al NYMEX il 5,8% a 45,81 dollari al barile. Anche per il WTI si tratta dei massimi da due settimane. Era inoltre da sette mesi che il greggio quotato a New York non registrava un tale rally in una sola seduta.

Secondo quanto riporta “Bloomberg” i Paesi dell’OPEC avrebbero lanciato un’ultima offensiva diplomatica per raggiungere un accordo sui tagli alla produzione. La notizia ha costretto molti investitori a chiudere le loro posizioni ribassiste. Alcuni analisti hanno indicato che con l’avvicinarsi del vertice del 30 novembre i rischi per il prezzo del petrolio sono inclinati al rialzo. Commerzbank ho osservato in una nota che sull’OPEC preme una considerevole pressione per agire, visto che l’eccesso di offerta non si ridurrà da sola.

A detta delle indiscrezioni raccolte da “Bloomberg” l’iniziativa diplomatica sarebbe guidata da Algeria, Qatar e Venezuela nel tentativo di superare le divergenze tra i maggiori produttori del cartello, ovvero Arabia Saudita, Iraq e Iran. Teheran potrebbe essere disposta a congelare la sua produzione attorno ai livelli che afferma di pompare attualmente, circa 4 milioni di barili al giorno, mentre le stime dell’OPEC indicano 3,7 milioni di barili al giorno. Bagdad potrebbe da parte sua tagliare la produzione dal livello ufficiale di 4,8 milioni di barili al giorno e non dai 4,6 milioni di barili al giorno stimati dall’OPEC.

L’agenzia stampa “Reuters” riporta intanto che il ministro saudita del Petrolio, Khalid al-Falih, sarà nei prossimi giorni a Doha, capitale del Qatar, per incontrarsi con i Paesi produttori di greggio ai margini di una conferenza sull’energia.

A contribuire al rally dei prezzi del petrolio sono stati inoltre la notizia di un attacco ad un importante oleodotto in Nigeria e l’indebolimento del dollaro.

Il forte apprezzamento del greggio ha messo le ali ai titoli petroliferi. L’indice settoriale NYSE Arca Oil ha guadagnato il 2,5%, contro il +0,8% dell’S&P 500. Tra i grandi gruppi petroliferi statunitensi Exxon Mobil (US30231G1022) ha guadagnato l’1,8%, Chevron (US1667641005) il 2,2%, ConocoPhillips (US20825C1045) il 2,6% e Halliburton (US4062161017) il 3,4%.

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