Il prezzo del petrolio rimbalza, OPEC e Russia vicine ad accordo

Dopo due sedute negative di fila il prezzo del petrolio ha chiuso oggi in rialzo. Il future sul Brent con scadenza gennaio è salito all’ICE dello 0,8% a 46,86 dollari al barile. Il future sul WTI con scadenza dicembre ha guadagnato al NYMEX lo 0,6% a 45,69 dollari al barile. Durante l’intera settimana il Brent e il WTI si sono apprezzati rispettivamente del 4,7% e del 5,3%. Il Brent era sceso in precedenza per quattro settimane di fila, il WTI per tre.

Anche l’odierna seduta è stata volatile. Nelle ultime ore di contrattazione il prezzo del petrolio è rimbalzato sull’aumento dell’aspettativa di una taglio della produzione a livello globale. Il ministro algerino dell’Energia Noureddine Boutarfa ha dichiarato di essere più ottimista sul raggiungimento di un accordo dopo le discussioni tenutesi a Doha tra i Paesi dell’OPEC e la Russia. Alexander Novak, il ministro russo dell’Energia, ha affermato da parte sua che si sta profilando un consenso e che il suo Paese sta considerando un congelamento della produzione per un periodo di sei mesi.

In precedenza i prezzi del petrolio erano scesi a causa del rally del dollaro e del forte aumento degli impianti di trivellazione negli Stati Uniti.

Il Dollar Index è balzato oggi fino a 101,48 punti. Si tratta del più alto livello da circa quattordici anni. La forza del dollaro è un fattore negativo per le materie prime denominate nel biglietto verde, come il greggio, perché le rende più care per chi possiede altre divise.

Baker Hughes (US0572241075) ha comunicato che il numero di impianti di trivellazione di greggio è aumentato negli Stati Uniti questa settimana di altre 19 unità a 471 unità. Si tratta del più forte aumento settimanale dal luglio del 2015. La notizia ha confermato che la recente ripresa dei prezzi sta spingendo il settore statunitense degli scisti a riattivare le trivelle.

La ripresa dei prezzi del petrolio ha sostenuto i titoli petroliferi. L’indice settoriale NYSE Arca Oil ha guadagnato oggi lo 0,3%, contro il -0,2% dell’S&P 500. Tra i maggiori gruppi petroliferi statunitensi, Exxon Mobil (US30231G1022) ha guadagnato lo 0,1%, Chevron (US1667641005) l’1%, ConocoPhillips (US20825C1045) il 2,6% e Halliburton (US4062161017) l’1,5%.

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