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Brusca frenata del petrolio, si complica trattativa tra membri OPEC

Brusca frenata del petrolio, si complica trattativa tra membri OPEC
I prezzi del petrolio hanno chiuso contrastati. © Shutterstock

Secondo quanto riporta Bloomberg l'odierna riunione tecnica sarebbe fallita. WTI chiude in calo.

I prezzi del petrolio hanno chiuso contrastati una seduta molto volatile. Il future sul Brent con scadenza gennaio è salito all’ICE dello 0,5% a 49,12 dollari al barile. Il future sul WTI con scadenza dicembre ha perso invece al NYMEX lo 0,4% a 48,03 dollari al barile.

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A muovere i prezzi del petrolio sono state oggi le voci relative alla riunione tecnica dell’OPEC a Vienna. Un delegato della Nigeria, Ibrahim Waya, aveva dichiarato prima delle discussioni che un accordo sarà finalizzato entro la fine del giorno e che “tutti sono a bordo”. La speculazione su un successo dell’odierna riunione aveva spinto nel corso della giornata il Brent fino a 49,96 al barile e il WTI fino a 49,20 al barile.

Più tardi Bloomberg ha però riportato che il comitato dell’OPEC non ha potuto accordarsi sui livelli di produzione di Iran e Iraq. A seguito della notizia il Brent è precipitato fino a 48,14 dollari, il WTI ha toccato un minimo a 47,17 dollari.

Secondo due delegati citati da Bloomberg la questione sulla partecipazione dell’Iran e dell’Iraq ai tagli alla produzione è rimasta irrisolta ed è stata quindi rinviata al vertice del prossimo 30 novembre.

La complicazione delle trattative tra i membri dell’OPEC mette a rischio il piano volto a stabilizzare il mercato petrolifero. Alla fine di settembre il cartello ha raggiunto ad Algeri un accordo preliminare per limitare la sua produzione a 32,5-33 milioni di barili al giorno. La riunione di oggi avrebbe dovuto determinare i contributi dei singoli Paesi in vista del vertice della prossima settimana.

Il fallimento delle odierne discussioni indica che le divergenze tra i grandi produttori di greggio sussistono. L’Arabia Saudita, il leader dell’OPEC, vuole che Iran e Iraq partecipino ai tagli alla produzione. Teheran vuole però assolutamente riportare la sua attività produttiva ai livelli pre-sanzioni. Bagdad ha chiesto da parte sua l’esenzione dai tagli perché è in guerra con l’IS.

Le notizie relative ai colloqui tra i membri dell’OPEC dovrebbero continuare a muovere i prezzi del petrolio nei prossimi giorni. Se il 30 novembre non dovesse esserci un accordo che convinca i mercati, Brent e WTI potrebbero crollare sotto 40 dollari al barile.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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