Petrolio, ministro iraniano ottimista su accordo tra membri OPEC

L’Iran è ottimista che l’OPEC potrà raggiungere un accordo per limitare la produzione. Lo ha comunicato il ministro iraniano del Petrolio, Bijan Zanganeh, dopo essersi incontrato con il suo omologo algerino Nouredine Bouterfa.

Zanganeh ha indicato che Teheran farà conoscere la sua decisione relativa alla limitazione della produzione di greggio al vertice di Vienna in programma la prossima settimana. “La proposta del ministro algerino dell’Energia sulla produzione di ogni Paese è stata presentata e studiata attentamente oggi”, ha affermato.

Bouterfa ha da parte sua spiegato che la proposta dell’Algeria prevede tagli di 1,1 milioni di barili al giorno per i membri OPEC e una riduzione di 600.000 barili al giorno per i Paesi che non fanno parte del cartello.

“Se i membri dell’OPEC si accordano, i prezzi del petrolio raggiungeranno 50-55 dollari nel 2017 e 60 dollari entro la fine dell’anno”, ha dichiarato. Alla domanda se sia ottimista per mercoledì prossimo, il ministro algerino ha risposto: “Siamo altamente ottimisti che tutti i membri dell’OPEC raggiungeranno un accordo il 30 novembre”. Bouterfa ha aggiunto che l’Algeria e l’Iran continueranno nei giorni prima del vertice a coordinarsi per raggiungere un accordo finale.

I membri dell’OPEC hanno stretto a fine settembre nella riunione straordinaria di Algeri un’intesa preliminare per limitare la produzione di petrolio per la prima volta dal 2008, ma l’Iran è stato finora d’ostacolo alla sua implementazione perché punta a riguadagnare quote di mercato dopo che sono state allentate a gennaio le sanzioni da parte dei Paesi occidentali.

Zanganeh ha osservato che l’Iran esporrà la sua opinione sulla proposta fatta da Bouterfa alla riunione dell’OPEC del 30 novembre. “La tendenza generale e le dichiarazioni pubbliche suggeriscono che l’OPEC può raggiungere un accordo praticabile per la sua produzione e la gestione del mercato”, ha detto. “Se ci accordiamo, e io sono ottimista, i prezzi saliranno e ciò è anche quello che richiede l’economia mondiale”.

Venerdì scorso i prezzi del petrolio sono scesi significativamente dopo che l’Arabia Saudita, il leader dell’OPEC, ha deciso di non prendere parte alle discussioni con i produttori non-OPEC in programma domani. Il future sul Brent con scadenza gennaio ha chiuso all’ICE in ribasso del 3,9% a 47,08 dollari al barile. Il future sul WTI con scadenza gennaio ha perso al NYMEX il 4,2% a 45,93 dollari al barile.

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