Il petrolio estende il rally post OPEC, Brent ai massimi da agosto 2015

Il petrolio estende il rally post OPEC, Brent ai massimi da agosto 2015
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Il future sul Brent con scadenza febbraio ha chiuso all’ICE in rialzo del 4,1% a 53,94 dollari al barile.

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Il prezzo del petrolio ha esteso oggi il rally dopo che l’OPEC ha raggiunto ieri un accordo finale per limitare la sua produzione per la prima volta da otto anni. Il future sul Brent con scadenza febbraio ha chiuso oggi all’ICE in rialzo del 4,1% a 53,94 dollari al barile. Si tratta del più alto livello dall’agosto del 2015. Il future sul WTI con scadenza gennaio ha guadagnato al NYMEX il 3,3% a 51,06 dollari al barile. Era da sei settimane che il greggio quotato a New York non chiudeva a tali livelli.

L’accordo stretto ieri a Vienna ha spiazzato molti investitori, scettici prima del vertice a causa delle divergenze emerse durante le scorse settimane tra i grandi produttori del cartello. Alla fine, però, l’Arabia Saudita ha ceduto alla richiesta dell’Iran di riportare la sua produzione ai livelli pre-sanzioni. L’Iraq ha inoltre deciso all’ultimo momento di contribuire con una riduzione della sua attività produttiva di 210.000 barili.

Ma la sorpresa maggiore è arrivata dalla Russia, Paese non-OPEC. Mosca ha accettato di tagliare la sua produzione di 300.000 barili al giorno dagli attuali livelli record di 11,2 milioni di barili al giorno.

Goldman Sachs ha osservato in una nota che se l’OPEC e la Russia manterranno le loro promesse, il prezzo del petrolio potrebbe superare 60 dollari al barile (Petrolio oltre 60 dollari dopo Vienna? Goldman non lo esclude). Anche Morgan Stanley si attende che il barile salirà fino 60 dollari, se i produttori implementeranno i tagli decisi ieri.

Bernstein ha da parte sua indicato che l’accordo di Vienna accelererà il riequilibrio tra domanda e offerta. Secondo il broker il mercato petrolifero registrerà probabilmente un deficit di 500.000 milioni di barili nel primo semestre del 2017. Il saldo negativo potrebbe poi salire nella seconda metà dell’anno a più di 1 milione di barili.

Il forte aumento del prezzo del petrolio ha spinto anche oggi i titoli petroliferi. L’indice settoriale NYSE Arca Oil ha guadagnato lo 0,7%, contro il -0,4% registrato dall’S&P 500.

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