Borsainside.com

Prezzo petrolio in ritirata, produzione OPEC tocca nuovo record

Prezzo petrolio in ritirata, produzione OPEC tocca nuovo record
© Shutterstock

Sul prezzo del petrolio hanno pesato anche l'aumento delle scorte di greggio nel terminale di Cushing ed il balzo del dollaro.

Dopo quattro sedute positive di fila il prezzo del petrolio hanno chiuso oggi in deciso ribasso. Il future sul Brent con scadenza febbraio ha perso all’ICE il 3,3% a 53,90 dollari al barile. Il future sul WTI con scadenza gennaio è sceso al NYMEX del 3,7% a 51,04 dollari. Ieri le quotazioni del greggio avevano chiuso ai massimi livelli dal luglio del 2015.




✅ Unisciti alla rivoluzione del social trading di eToro. Unisciti alla community e condividi le tue strategie di trading. La funzione di 🥇CopyTrader™. (sistema brevettato da eToro), ti permette di copiare in maniera automatica le performance del portafoglio dei migliori traders. Ottieni un conto Demo gratuito con 100.000€ di credito virtuale su eToro >>

Dall’ultimo rapporto mensile dell’OPEC è emerso che la produzione del cartello è salita a novembre, rispetto ad ottobre, di 151.000 barili ed ha raggiunto il livello record di 33,87 milioni di barili al giorno. Si tratta di 1,37 milioni di barili in più rispetto al tetto di produzione di 32,5 milioni di barili che entra in vigore il prossimo 1 gennaio. La notizia ha fatto riaumentare i dubbi dei mercati relativi alle reali capacità dell’OPEC di riuscire al limitare la sua offerta.

Un ulteriore catalizzatore negativo per i prezzi del petrolio è arrivato dai dati settimanali dell’EIA (Energy Information Administration). Le scorte nel terminale di Cushing, il cui greggio funge da sottostante per il contratto future scambiato al NYMEX, sono aumentate di 1,22 milioni di barili a 66,5 milioni di barili. Si è trattato del sesto aumento nelle ultime sette settimane.

Le scorte totali di greggio sono calate la scorsa settimana negli Stati Uniti di 2,56 milioni di barili a 485,8 milioni di barili. Secondo l’EIA le forniture si trovano ai livelli stagionali più alti da tre decenni. Gli economisti avevano previsto un calo di 1,7 milioni di barili, mentre l’API aveva riportato un aumento di 4,7 milioni di barili.

A pesare sui prezzi del petrolio è stato infine il balzo del dollaro dopo che la Fed ha indicato di attendersi ora per il 2017 tre rialzi dei tassi contro i due attesi in precedenza. Un dollaro più forte è un fattore negativo per le materie prime denominate nel biglietto verde, come il greggio, perché le rende più care per chi possiede altre divise.

Il significativo calo delle quotazioni dell’oro nero ha penalizzato i titoli petroliferi. L’indice settoriale NYSE ARCA Oil ha perso il 2,1%, contro il -0,8% registrato dall’indice S&P 500. Tra i maggiori gruppi petroliferi statunitensi Exxon Mobil (US30231G1022) ha perso il 2,2%, Chevron (US1667641005) l'1,2% e ConocoPhillips (US20825C1045) il 2,2%.

IQOption
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Miglior Broker Consigliato

etoro
Plus500

Reagisci alla volatilità dei mercati

Il sell-off del mercato globale continua con l'evolversi di una potenziale crisi finanziaria e occasioni di acquisto/entrata sui mercati finanziari.

Non perdere la tua prossima opportunità:

Usa i nostri strumenti e caratteristiche avanzate per acquisire il controllo del tuo conto:

PROVA GRATIS