Quotazione oro: Sette settimane di vendite, non accadeva da 12 anni

La quotazione dell’oro è scesa per la settima settimana consecutiva. Si tratta della più lunga serie settimanale negativa da dodici anni. Il future con scadenza febbraio ha guadagnato oggi al Comex lo 0,3% a 1.133,60 dollari. Questo moderato rialzo non ha potuto però compensare completamente i ribassi registrati durante le tre precedenti sedute. Durante l’intera settimana il prezzo dell’oro ha lasciato sul terreno lo 0,3%. Era dal maggio del 2014 che il metallo giallo non scendeva per sette settimane di fila.

Da novembre le vendite hanno indebolito continuamente la quotazione dell’oro dopo l’inattesa vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Il tycoon newyorkese ha promesso importanti stimoli fiscali che hanno fatto crescere sui mercati l’aspettativa di un’accelerazione della crescita economica e dell’inflazione. Il dollaro si è rafforzato di conseguenza significativamente, allo stesso le quotazioni dei bond statunitensi sono andate a picco. Il Dollar Index ha toccato di recente i massimi da quattordici anni. Un dollaro più forte è un fattore negativo per l’oro, che è denominato nel biglietto verde, perché lo rende più caro per chi possiede altre valute. Il rendimento del Treasury a dieci anni è salito da parte sua fino al 2,64%, ovvero ai più alti livelli dal settembre del 2014. Visto che l’oro non paga interessi, un aumento dei rendimenti riduce la sua appetibilità presso gli investitori.

Anche la Fed ha reagito all’elezione di Donald Trump, diventando più “falco”. Gli esponenti dell’istituto prevedono ora per il prossimo anno tre rialzi dei tassi, anziché due.

Tuttavia, grazie ai guadagni registrati nei primi mesi dell’anno, la quotazione dell’oro è in procinto di registrare una performance positiva di circa il 6% per l’intero 2016. Guardando al futuro, le principali banche d’affari sono diventate più prudenti sul 2017. Malgrado ciò, anche le loro nuove stime restano chiaramente al di sopra delle attuali quotazioni.

Il forte calo del prezzo dell’oro ha affossato i titoli dei gruppi auriferi. L’indice settoriale Philadelphia Gold & Silver ha perso dallo scorso 8 novembre circa il 16%.

Tra gli altri principali metalli, l’argento ha perso oggi lo 0,7% a $15,76 l’oncia (-2,4% in settimana), il platino l’1,6% a $893,20 l’oncia (-2,9% in settimana), il palladio lo 0,3% a $654,85 l’oncia (-5,8% in settimana) e il rame lo 0,8% a $2,48 per libra (-2,5% in settimana).

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