Prezzo petrolio: continua il rally di fine anno, settimo rialzo di fila

Prezzo petrolio: continua il rally di fine anno, settimo rialzo di fila
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Sempre meno investitori hanno dubbi sui tagli alla produzione per riequilibrare il mercato. Dall'inizio di dicembre il WTI è salito del 9%.

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Prosegue il rally di fine anno del prezzo del petrolio. Il future sul WTI con scadenza febbraio ha guadagnato oggi al NYMEX l’1,7% a 53,90 dollari al barile. Si è trattato della settima seduta positiva di fila. Dall’inizio di dicembre il greggio quotato a New York si è apprezzato di circa il 9%.

Sempre meno investitori dubitano che i Paesi OPEC e non OPEC implementeranno i previsti tagli alla produzione. Dall’ultimo rapporto COT (Commitment of Traders) della CFTC (Commodity Futures Trading Commission) è emerso che le scommesse ribassiste sul WTI sono scese nella settimana al 20 dicembre ai più bassi livelli dall’agosto del 2014.

L’OPEC ha raggiunto al vertice di Vienna dello scorso 30 novembre un accordo per tagliare la sua produzione di 1,2 milioni di barili al giorno. I Paesi non OPEC, guidati dalla Russia, si sono successivamente impegnati a ridurre la loro capacità produttiva di 558.000 barili al giorno. Il primo patto globale dal 2001 volto a riequilibrare il mercato petrolifero entrerà in vigore domenica prossima, 1 gennaio.

L’AIE, l'Agenzia Internazionale per l'Energia, prevede che gli accordi saranno rispettati, la domanda di petrolio a livello globale supererà nel primo semestre del prossimo anno l’offerta di circa 600.000 barili al giorno.

I grandi produttori dell’OPEC, come l’Arabia Saudita e l’Iraq, hanno già informato i loro clienti che ridurranno le forniture. Oggi il gruppo petrolifero russo Gazprom Neft (RU0009062467) ha comunicato di voler aumentare il prossimo anno la sua produzione di petrolio del 4,5-5,0%, meno di quanto indicato prima che Mosca aderisse all’accordo sui tagli.

Goldman Sachs ha osservato in una recente nota di attendersi che il patto tra l’OPEC ed i Paesi non OPEC sarà implementato all’84%. Ciò implica una riduzione della produzione a livello globale di 1,6 milioni di barili al giorno, contro i previsti 1,8 milioni di barili al giorno. La banca d’affari prevede per il secondo trimestre del 2017 un prezzo medio del WTI di 57,5 dollari al barile e per il secondo semestre di 55 dollari al barile.

Il future sul Brent con scadenza febbraio ha chiuso oggi all’ICE in rialzo dell’1,7% a 56,09 dollari al barile. Il benchmark a livello globale quota ora con un premio di 2,19 dollari sul WTI. Sia il Brent che il WTI hanno finito oggi la seduta ai più alti livelli da circa un anno e mezzo. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

La crescita dei prezzi del petrolio ha sostenuto i titoli petroliferi a Wall Street. L’indice settoriale NYSE Arca Oil ha guadagnato lo 0,4%, contro il +0,2% registrato dall’S&P 500. Dall’inizio di dicembre il NYSE Arca Oil e l’S&P 500 sono saliti rispettivamente del 5,4% e del 3,2%.

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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