Quotazione dollaro, +3,7% nel 2016, quarto rialzo annuale consecutivo

Quotazione dollaro, +3,7% nel 2016, quarto rialzo annuale consecutivo

Il dollaro si è apprezzato rispetto all'euro per il terzo anno di fila. Forti guadagni sulla sterlina dopo la Brexit. Rimbalza il rublo.

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La quotazione del dollaro è salita per il quarto anno di fila. Il Dollar Index ha chiuso ieri a 102,38 punti, guadagnando nel 2016 il 3,7%. L’indice del dollaro ha toccato un minimo a 91,80 punti a maggio ma è poi rimbalzato verso l’alto. I più forti guadagni sono stati registrati dopo l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Nel solo quarto trimestre il Dollar Index è salito del 7,1%, raggiungendo lo scorso 20 dicembre un massimo da circa 14 anni a 103,65 punti.

A contribuire al rally è stata anche la politica monetaria della Fed. L’istituto guidato da Janet Yellen ha alzato il 14 dicembre i tassi d’interesse di 25 punti base in una fascia tra lo 0,50% e lo 0,75%. Dal “dot plot”, il grafico che rappresenta le previsioni dei singoli membri dell’istituto, è emerso inoltre che i rialzi nel 2017 potrebbero essere tre, invece dei due previsti precedentemente.

Il cambio euro-dollaro ha chiuso ieri a 1,0517. L’euro ha perso rispetto al biglietto verde durante il quarto trimestre il 6,3% e durante l’intero 2016 il 3%. Per la moneta unica si tratta del terzo ribasso annuale consecutivo. Molti analisti si attendono che le due valute raggiungeranno nel 2017 la parità a causa della divergenza tra le politiche monetarie della BCE e della Fed.

Il cambio dollaro-yen ha finito l’anno a 116,95. Durante il quarto trimestre la valuta americana è salita rispetto a quella giapponese del 15,3%. Il forte aumento di valore negli ultimi tre mesi del 2016 non ha potuto però compensare completamente la perdita accumulata in precedenza. Durante l’intero anno il dollaro ha perso rispetto allo yen il 2,9%. Si tratta rispetto alla moneta nipponica del primo ribasso annuale da cinque anni.

La sterlina ha perso nel 2016 rispetto al dollaro il 16,2%. Si tratta del peggior anno dal 2008. A pesare sulla valuta britannica è stato lo shock della Brexit. Ad ottobre la sterlina è precipitata sotto quota 1,15 dollari, ovvero ai minimi da 31 anni, a seguito di un ormai famoso “flash crash”. Il cambio sterlina-dollaro ha chiuso ieri a 1,2350. Nel solo quarto trimestre la valuta del Regno Unito è scesa sul biglietto verde del 4,9%.

Rispetto al franco svizzero, il dollaro si è apprezzato sul forex del 4,7% nel quarto trimestre e dell’1,5% durante l’intero 2016.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, il dollaro è salito quest’anno rispetto al peso messicano del 20,6%. Dopo la vittoria di Trump la valuta messicana ha toccato un minimo storico su quella statunitense. Durante la campagna elettorale il tycoon newyorkese ha promesso di costruire un muro al confine con il Messico e di espellere tutti i messicani che vivono illegalmente negli Stati Uniti. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

Il dollaro si è apprezzato rispetto allo yuan onshore, quello scambiato in Cina, soggetto al controllo della Banca centrale, nel 2017 del 7%. Il dollaro ha perso invece rispetto al rublo circa il 20%. La valuta russa ha beneficiato del miglioramento delle condizioni dell’economia, del calo delle tensioni geopolitiche e del forte aumento dei prezzi delle materie prime.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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