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Il prezzo del petrolio riduce i guadagni, a gennaio perde circa il 2%

Il prezzo del petrolio riduce i guadagni, a gennaio perde circa il 2%
© Shutterstock

Dopo essere salito di quasi il 2%, il WTI ha chiuso in rialzo di solo lo 0,3%. Pesa speculazione su nuovo aumento delle scorte.

Il prezzo del petrolio ha ridotto significativamente i suoi guadagni nel finale di seduta. A pesare è stata la speculazione su un nuovo aumento delle scorte statunitensi di greggio. Dopo aver superato nel corso della giornata quota 53,50 al barile, il future sul WTI con scadenza marzo ha chiuso al NYMEX in rialzo dello 0,3% a 52,81 dollari al barile. Il future sul Brent con scadenza marzo ha guadagnato all’ICE lo 0,9% a 55,70 dollari al barile.

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A sostenere le quotazioni del petrolio è stato oggi il forte indebolimento del dollaro. Il Dollar Index è sceso fino a 99,43 punti, dai 100,37 punti di ieri. Un dollaro più debole è un fattore positivo per il greggio, che è denominato nel biglietto verde, perché lo rende meno caro per chi possiede altre divise.

Tuttavia nelle ultime ore di contrattazione c’è stato un sensibile ritracciamento dei prezzi. Nel dopo-borsa a Wall Street l’API (American Petroleum Institute) annuncerà le sue stime sulle scorte statunitensi di greggio e dei prodotti derivati. I dati ufficiali dell'EIA (Energy Information Administration) saranno pubblicati domani alle 16:30 (in Italia). Gli analisti interpellati da S&P Global Platts prevedono un aumento di 2,2 milioni di barili per le scorte di greggio, ma una parte del mercato scommette che questa previsione sarà superata.

I segni di un incremento dell’attività petrolifera negli Stati Uniti sono in effetti ultimamente aumentati. La crescita delle trivelle attive per estrarre greggio ha accelerato fortemente nelle ultime due settimane, raggiungendo i più alti livelli dal novembre del 2015. Gli investitori temono che la ripresa della produzione statunitense possa rendere vani gli sforzi dell’OPEC volti a riequilibrare il mercato petrolifero mondiale.

Questi timori hanno frenato i prezzi del petrolio già più volte nel corso del mese. A gennaio il WTI ed il Brent hanno perso rispettivamente l’1,7% e il 2%. A dicembre le quotazioni dell’oro nero avevano registrato un rally dopo che i maggiori produttori hanno stretto il primo patto a livello globale da 15 anni volto a limitare l’offerta.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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