Il petrolio precipita ai minimi da tre settimane, soffrono i titoli petroliferi

Il petrolio precipita ai minimi da tre settimane, soffrono i titoli petroliferi
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Gli investitori temono un ulteriore aumento delle scorte statunitensi di greggio. Pesa inoltre il nuovo apprezzamento del dollaro.

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Il prezzo del petrolio ha chiuso oggi per la seconda seduta di fila in forte ribasso. Il future sul Brent con scadenza aprile ha perso all’ICE l’1,2% a 55,05 dollari al barile. Il future sul WTI con scadenza marzo è sceso al NYMEX dell’1,6% a 52,17 dollari al barile. Era dallo scorso 19 gennaio che il Brent ed il WTI non chiudevano a tali livelli.

A pesare è stata l’aspettativa di un ulteriore aumento delle scorte statunitensi di greggio e benzina. Le stime dell’API (American Petroleum Institute) saranno pubblicate nel dopo-borsa a Wall Street. I dati ufficiali dell'EIA (Energy Information Administration) sono in programma domani alle 16:30 (in Italia). Gli analisti si attendono che le scorte statunitensi di greggio siano aumentate di 2,5 milioni di barili, ovvero per la quinta settimana di fila. Per le scorte di benzina le previsioni sono di un aumento di 1,6 milioni di barili al livello record di 258,7 milioni di barili.

I prezzi del petrolio si sono mantenuti dall’inizio dell’anno sopra 50 dollari al barile dopo che i membri dell’OPEC ed i loro partner, su tutti la Russia, hanno iniziato ad implementare i tagli alla produzione previsti dal loro patto volto a riequilibrare il mercato petrolifero globale. Gli investitori temono tuttavia che tali sforzi possano essere resi vani dalla ripresa dell’attività produttiva negli Stati Uniti. Nel suo rapporto mensile sull’energia pubblicato oggi, l’EIA ha rivisto al rialzo le sue stime sulla produzione statunitense di greggio nel 2018 da 9,3 a 9,53 milioni di barili. Si tratterebbe del più alto livello dal 1970.

Un impatto negativo sui prezzi del petrolio lo ha avuto inoltre anche oggi l’apprezzamento del dollaro. Il Dollar Index è salito fino a 100,72 punti, dai 99,90 punti di ieri. Un dollaro più forte penalizza il greggio, che è denominato nel biglietto verde, perché lo rende più caro per chi possiede altre valute.

I titoli petroliferi sono scesi sulla scia della quotazione dell’oro nero. L’indice settoriale S&P Energy ha perso l’1,4%, contro il -0,1% registrato dall’S&P 500. Tra i grandi produttori statunitensi di greggio Exxon Mobil (US30231G1022) ha perso lo 0,7%, Chevron (US1667641005) l'1,4% e ConocoPhillips (US20825C1045) l’1,3%.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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