Petrolio, prezzi più deboli a causa dell’offerta in crescita

Il greggio rimane in condizioni di debolezza, a causa di una offerta sempre più abbondante a causa del contributo degli Stati Uniti, dove sono in crescita i ritmi di produzione e le scorte. Come se non fosse sufficiente, è in ripresa anche la produzione libica, con la conseguenza di rendere meno efficaci le strategie di tagli output deliberate e rispettate (in buona parte, e con grande fatica) dall’OPEC, a sua volta impegnata nell’arduo tentativo di trovare un congruo appoggio dai Paesi esterni al cartello.

Un mix di determinanti che nella giornata di ieri ha spinto ulteriormente al ribasso il prezzo del Wti e del Brent, con il secondo che è calato sotto quota 50 dollari al barile toccando il punto minimo degli ultimi quattro mesi, per poi risalire sopra tale soglia, e il Wti che è sceso intorno ai 47 dollari, salvo poi riportarsi sopra quota 48 dollari.

Come anticipato, la principale causa dell’indebolimento dei prezzi è da ascriversi alla pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali USA da parte dell’Eia, che certifica come gli stock americani di greggio siano saliti di 5 milioni di barili a 533,1 milioni di barili. L’utilizzo della capacità degli impianti è inoltre salito all’87,4%, contro l’85,1% della settimana precedente. Per quanto infine attiene lo shale oil, l’output statunitense viaggia al ritmo di 9,1 milioni di barili al giorno, contro media 2016 pari a 8,9 milioni di barili giornalieri.

Da notare altresì come sui mercati internazionali stia tornando prepotente il greggio libico: il Paese vive ancora una condizione molto difficile, ma la produzione è in salita a quota 700 mila barili al giorno, contro i soli 260 mila barili al giorno di agosto. Considerato che il picco è di 1,6 milioni di barili al giorno (toccato nel 2011) e che l’obiettivo della National Oil Corp., la società statale petrolifera, è salire a 1,1 milioni di barili entro il prossimo agosto, i rischi che quanto sopra possa rendere molto meno efficace l’intesa Opec è più che evidente…

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