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Tassi Fed, Evans frena per uno o due rialzi l’anno

fed

Si accende il dibattito sul rinnovo della policy monetaria della Federal Reserve.

Continua ad avvicinarsi con gran ritmo l’appuntamento con il prossimo meeting FOMC, l’appuntamento che dovrebbe (il condizionale è quanto mai d’obbligo) sancire il nuovo incremento dei tassi di interesse di riferimento in area dollaro.




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Tuttavia, una frenata in tal senso è recentemente arrivata dalle dichiarazioni di Evans, che ha dichiarato sì che il quadro economico statunitense sia positivo, ma che per quest’anno potrebbero essere sufficienti uno o due rialzi dei tassi, indicando inoltre che in caso di incertezza sulla dinamica dell’inflazione, anche un solo rialzo potrebbe essere sufficiente.

Naturalmente, questa frenata rispetto a quanto sta emergendo come opinione maggioritaria all’interno del board (tre rialzi o quattro rialzi per il 2017) non deve essere intesa come una variazione di rotta per la policy monetaria Fed. Anche Evans ha infatti precisato che è arrivato il momento di avviare il processo di normalizzazione della politica di bilancio, cercando magari di “avvisare” anzitempo il mercato, affinchè abbia tutto il tempo di prepararsi alla nuova fase.

Più sul breve termine, l’attenzione degli analisti sarà per i prossimi eventi della settimana, che propone una serie di pubblicazioni di rilievo per il mese di aprile e per quello di maggio, in grado di mostrare se il rallentamento riscontrato nel corso del primo trimestre 2017 sia effettivamente temporaneo (come riteniamo) o più persistente. Dall’indice Empire ai dati sull’andamento del settore immobiliare e della produzione industriale, per poi chiudere con il Philly Fed, le attese sono positive, ma è bene “non fidarsi”.

Se tuttavia il calendario macro che si sta snodando in questi giorni non dovesse fornire brutti scivoloni, è possibile che il dollaro riuscirà a consolidare la propria risalita dai minimi di venerdì scorso. Appare invece meno probabile che il biglietto verde riesca a portarsi sopra i massimi della scorsa settimana, a meno che non appaiano sorprese concretamente molto positive dagli stessi dati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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