Azioni Snap e trimestrale: traders vanno short, è tempo di vendere?

Le premesse a quello che si sarebbe visto sulle azioni Snap si potevano intuire già dall’andamento del titolo nel premarket. In fase di pre-negoziazione, infatti, Snap aveva segnato un calo di oltre 13 punti percentuali che, al momento dell’apertura di Wall Street, si è tradotto in una contrazione dell’11%. Il ribasso della quotazione Snap è uno dei “fatti societari” più rilevanti di oggi sul listino della Borsa Usa. Nonostante la forte variazione negativa, l’ondata di vendite su Snap era prevista da tutti gli operatori. Alla base di questo sospetto, un fattore ben preciso rappresentato dalla trimestrale diffusa dal colosso tech americano. Le indicazioni contenute nei conti del secondo trimestre hanno infatti deluso fin da subito gli investitori che ovviamente si sono immediatamente posizionati sullo short.

Snap ha chisuo il secondo trimestre con un numero di utenti che è aumentato a 173 milioni ma non è riuscito a centrare le attese del mercato. Gli analisti e il consensus, infatti, avevano stimato una crescita degli utenti dell’app di messagistica istantanea a 175 milioni di unità. Come se non bastasse, poi, anche la perdita rimediata dalla società è stata superiore alle stime. Snap, infatti, ha chiuso il trimestre in oggetto con una perdita netta di 443 milioni di dollari, molto al di sopra dei 115 milioni di un anno fa. A completare uno scenario che è stato definito deludente dagli stessi traders, anche l’aumento dei ricavi inferiore alle attese. Il fatturato di Snap, infatti, è salito del 153% a quasi 182 milioni di dollari contro i 185,8 milioni di dollari del consensus Bloomberg.

Ciliegina sulla torta a questa situazione è stata l’immediata decisione degli analisti di Oppenheimer di tagliare il target price su Snap, portandolo a 16 dai precedenti 23 dollari. Un downgrade che rispecchia la view negativa sul titolo. Oggi la parola d’ordine in borsa ma anche sulle piattaforme di trading di Cfd è quella di vendere azioni Snap. Tutte le più nere previsioni sulla società, formulate già ai tempi dell’Ipo si stanno avverando. 

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