Prezzo petrolio: balzo quotazioni è sopravvalutato, Opec non è più quello di un tempo

Deprezzamento in corso della quotazione del petrolio nella prima di Ottava. Sia il prezzo del petrolio Wti che quello del Brent, infatti, sono passati in rosso dopo una mattinata positiva. L’andamento negativo di oggi del greggio conferma il trend negativo che l’oro nero aveva avviato durante la scorsa settimana per effetto del clima di paura per l’impatto dell’uragano Irma in Florida

Il decremento della quotazione petrolio sembra ignorare le recenti prese di posizione del governo dell’Arabia Saudita, uno dei più importanti paesi produttoti di greggio. I fatti sono noti: il ministro per l’energia di Riad ha affermato che il suo paese non esclude a priori la possibilità che ci possa essere un’estensione dell’accordo sui tagli alla produzione ben oltre il marzo 2018, data di scadenza naturale dell’intesa che è stata raggiunta con tanta fatica in primavera tra i paesi Opec. 

La notizia, potenzilmente parlando, è molto positiva. E’ ovvio che chi ha scelto di investire sul petrolio facendo trading di Cfd (ma anche chi utilizza i futures sul petrolio) non possa non tenere conto di questa ipotesi di lavoro nell’elaborazione della sua strategia di investimento. Un nuovo taglio alla produzione di petrolio, infatti, significherebbe contenimento dell’offerta e quindi aumento del prezzo del greggio al barile. Storicamente parlando questo discorso non ha mai fatto una piega. Ad un taglio della produzione da parte dei paesi Opec, previo accordo tra Stati che non sempre si guardano positivamente tra di loro, è sempre corrisposto un rilancio del prezzo del petrolio. In questo caso specifico, l’Arabia Saudita potrebbe farsi promotrice di una proroga dell’accordo, poichè per nulla soddisfatta da quelli che fino ad oggi sono stati i risultati di questa intesa. Il problema è che però non è affatto scontato che la proroga basti per sostenere le quotazioni del greggio. Da mesi, infatti, sono in tanti a ritenere che i vecchi metodi non bastino più per sostenere il prezzo del petrolio e che serva invece altro. Il ruolo dell’offerta, ossia, non sarebbe più quello di alcuni anni fa e di conseguenza, nelle previsioni sull’andamento della quotazione del petrolio, il peso dell’Opec non sarebbe più quello di prima. 

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