Prezzo petrolio: impazza il trading ma fino a quando conviene comprare?

Tantissimi traders stanno affinando le rispettive posizioni long sulla quotazione del petrolio da questa mattina. Le scommesse su un ulteriore apprezzamento del petrolio trovano la loro ragion d’essere nel fatto che in tanti ritengono sempre più probabile un allungamento del taglio della produzione deciso dall’Opec ben oltre la scadenza naturale dell’accordo fissata per marzo 2018. Mai come in questo momento, solo per restare al breve periodo, si sta scommettendo su una proroga dell’intesa e ovviamente tutto questo non può che favorire la corsa del prezzo del greggio. Mentre scriviamo il prezzo del petrolio, sia per quello che riguarda il Brent che per quanto concerne il Wtio americano, è in visto aumento. Più nel dettaglio, il greggio Brent registra un rialzo dello 0,13% posizionandosi sopra i 60,5 dollari al barile mentre il petrolio Wti, grazie ad una variazione positiva dello 0,2%, è stabilizzato a 54 dollari al barile. 60 dollari e 54 dollari sono livelli che potevano essere ritenuti quasi utopici in primavera!

Come si evince dal grafico relativo all’andamento della quotazione petrolio, quei traders che a maggio hanno avuto l’ardire di investire sul prezzo del greggio, anche attraverso il trading di CFD, hanno ottenuto un profitto molto consistente. 

Alla luce dell’ottima performance che il prezzo del greggio sta registrando in questi ultimi mesi, sono oramai tanti gli investitori che si chiedono fino a quando questo trend positvo potrà proseguire. Per provare a dare una risposta a questa domanda è utiel guardare alle indicazione grafiche. Il livello toccato oggi dal Brent mancava dal 13 ottobre 2015 ossia da oltre due anni. Se si vanno a guardare le quotazione del petrolio in quel periodo, è possibile collocare le nuove resistenze, in caso di trend rialzista, a 61,42 dollari al barile e poi a 64,19 dollari. Il primo livello rappresenta il minimo dell’8 ottobre 2015 mentre il secondo è il massimo del 9 ottobre 2015.

Se invece si ritiene che il prezzo del Brent possa subire un calo, allora il primo valore di riferimento è collocabile a 59,47 dollari al barile.

Per quello che riguarda invece il petrolio Wti, in caso di approccio rialzista, un primo supporto è collocabile a 54,68 dollari e un secondo a 55,71 dollari. Il primo livello rappresenta il massimo del 19 aprile 2017 mentre il secondo è il massimo del 12 aprile 2017. Se invece si preferisce andare short, il primo supporto potrebbe essere posto a 53,03 dollari.

Fin qui l’analisi tecnica ma cosa affermano le previsioni sull’analisi fondamentale? Anche per quello che riguarda questo punto di vista, la view è decisamente positiva. Il prossimo 30 novembre (ossia praticamente tra un mese) è in agenda un delicatissimo summit tra i paesi Opec a Vienna. Stando alle attese della vigilia è molto probabile che il vertice decida la riduzione della produzione mondiale di circa 1,8 milioni di barili al giorno. La mossa scururirebbe, sempre stando alle voci di corridoio, dalla minore richiesta da parte dei mercati, quantificabile in più di mezzo milione di unità. La possibile proroga degli accordi sui tagli alla produzione non è però una di quelle notizie che creano clamore. Da tempo, infatti, si parla di una possibile simile evoluzione e proprio le indiscrezioni su un rinnovo dell’intesa hanno sostenuto la strategia trading long sulla quotazione del petrolio. 

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