G20, impegno a mettere fine alla guerra delle valute

Al summit di Gyeongju è stato fatto un passo in avanti, non sono passate le proposte degli USA.

Al summit di Gyeongju, nella Corea del Sud, il G20 ha fatto un passo in avanti per mettere fine a quella che è stata denominata "la guerra delle valute". I ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali delle maggiori potenze economiche si sono impegnati ad evitare la svalutazione competitiva e a lasciare che sia il mercato a determinare i tassi di cambio. Si tratta solo di un compromesso, lontano dal patto di stabilità che volevano stringere gli Stati Uniti. La proposta del Segretario al Tesoro Timothy Geithner di fissare degli obiettivi numerici sui saldi delle partite correnti non è passata. L'iniziativa di Geithner, che puntava soprattutto a risolvere gli squilibri con la Cina, è stata bocciata anche dagli altri grandi esportatori Germania e Giappone.
Il G20 ha raggiunto dei risultati decisamente più concreti per quanto riguarda il Fondo Monetario Internazionale (abbr. FMI). Il capitale dell'organizzazione internazionale sarà aumentato e crescerà il peso dei paesi emergenti. L'FMI avrà inoltre in futuro più competenze in materia di sorveglianza delle politiche economiche dei singoli Stati.




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