Wall Street sfiora il crack

Il Dow Jones è crollato fino a 9.870 punti e registrato le sue più forti perdite intraday dal famoso \"lunedì nero\" del 1987.

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I principali indici azionari statunitensi hanno registrato oggi delle drammatiche perdite. Il Dow Jones ha perso il 3,2%, l'S&P 500 il 3,2% e il Nasdaq Composite il 3,4%. Wall Street ha rischiato oggi il collasso. Circa un'ora prima della chiusura delle contrattazioni si è scatenata un'eccezionale ondata di vendite che ha ricordato i più famosi crack della storia della finanza. Il Dow Jones è crollato fino a 9.870 punti, ben 1.000 punti al di sotto dei massimi di seduta a 10.880 punti. Era dal famoso "lunedì nero" del 1987 che il Dow Jones non registrava un tale declino intraday. La volatilità è stata altissima. Gli indici hanno recuperato rapidamente terreno, il Dow Jones alcune centinaia di punti in pochi minuti. Il NYSE ha comunicato però che le dratische oscillazioni sul mercato non sono state causate da un errore tecnico del suo sistema.
Sempre più investitori non credono più che la crisi del debito sovrano si risolverà facilmente e temono piuttosto che la Grecia possa diventare una nuova Lehman Brothers. Non a caso le vendite a Wall Street si sono intensificate alla notizia che l'SPD, il maggiore partito all'opposizione nel Parlamento tedesco, non voterà domani a favore della legge per gli aiuti ad Atene. Sul mercato hanno pesato inoltre anche le nuove proposte avanzate dalla SEC nell'ambito delle discussioni sulla riforma del sistema finanziario statunitense. Gli investitori sono usciti massivamente dagli assets considerati più rischiosi e si sono rifugiati nei Treasurys, nel dollaro e nell'oro. Il rendimento del Treasury a 10 anni ha registrato il suo più forte declino intraday dal settembre del 2008. Il Dollar Index è salito ai suoi più alti livelli dall'aprile del 2009. Il prezzo dell'oro ha guadagnato quasi il 2%.
Tutti i titoli del Dow Jones hanno chiuso in ribasso. Il settore finanziario è stato il più colpito dalle vendite. American Express (US0258161092) ha perso il 4,3%, Bank of America (US0605051046) il 4,3% e J.P. Morgan Chase & Co. (US46625H1005) il 7,1%.
Procter & Gamble (US7427181091) è arrivato a perdere intraday un incredibile 37%. Il crollo Procter & Gamle, uno dei titoli di maggior peso del Dow Jones e dell'S&P 500, ha trascinato nel baratro l'intera Wall Street. Secondo le ultime voci di mercato le perdite di Procter & Gamble potrebbero essere state causate da un errore di un trader, probabilmente di Citigroup. Dopo essere sceso intraday fino a $39,37 Procter & Gamble ha chiuso infine in calo del 2,3% a $60,75.
Tra i pochi titoli che hanno potuto chiudere in rialzo c'è stato oggi Fidelity National Information Services (US31620M1062): +10,3% a $28,68. Secondo delle voci di stampa il fondo di private equity Blackstone (US09253U1088) potrebbe acquistare per più di $10 miliardi il fornitore di soluzioni di pagamenti elettronici.
Al Nasdaq Symantec (US8715031089) ha guadagnato l'1,7%. Il leader della sicurezza informatica ha generato lo scorso trimestre su base adjusted un utile di $0,40 per azione. Gli analisti avevano previsto $0,37 per azione.
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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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