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Carbon tax: un pieno di benzina potrebbe arrivare a 100 euro

carbon tax

Il Fondo Monetario Internazionale ha proposto di introdurre la carbon tax al fine ti tagliare le emissioni di CO2. Ma gli effetti sulle nostre tasche sarebbero pesanti.

Il Fondo Monetario Internazionale ha proposto un aumento della benzina al fine di disincentivare l'utilizzo delle automobili e promuovere gli spostamenti cosiddetti green. Questo è quanto emerso al Fiscal Monitor 2019: istituire una super carbon tax sul prezzo carburante per ridurre le emissioni di CO2 entro il 2100.

E' da tanto che si parla di tassazioni sulla benzina per ridurre le emissioni e in alcuni Paesi ciò sta già avvenendo. Aumentare il prezzo della benzina in maniera spropositata sarebbe la mossa più efficace per ridurre i consumi e quindi le emissioni inquinanti e contrastare perciò il climate change, con l'obbiettivo di raggiungere quanto pattuito a Parigi nel 2015: cioè far diminuire la temperatura del pianeta di 2 gradi entro 80 anni.

Con l'aumento della benzina a causa della super carbon tax proposta dal FMI non saranno coinvolte solo vetture e mezzi di spostamento in generale, ma anche il settore energia elettrica per le case.

Il prezzo della benzina aumenterebbe del 14% qualora la carbon tax dovesse essere introdotta. Nello specifico i vari aumenti corrisponderebbero:

  • carbon tax benzina: +14%
  • carbon tax gas naturale: +68%
  • carbon tax bolletta energetica: +43%
  • carbon tax carbone: +214%

Insomma, facile intuire che sarebbe una bella mazzata per tutti. Con un pieno benzina per la nostra automobile che potrebbe tranquillamente arrivare a costare intorno ai 100 euro.

La questione dell'aumento della carbon tax nasce da uno studio effettuato dal FMI in cui è risultato che dei 195 Paesi che hanno firmato l'accordo alla conferenza sul clima a Parigi, appena 88 adottano una tassazione sul carbonio.

Con un eventuale arrivo della carbon tax la tassazione sui carburanti raggiungerebbe i 75$/t  entro il 2030 invece degli attuali 2$, avendo così effetti ben più disincentivanti nell'utilizzo di tali risorse inquinanti.

Come detto in precedenza, l'effetto carbon tax coinvolgerebbe non solo le auto, ma un settore molto più ampio. Prenderebbe tutto ciò che utilizza energie non ecosostenibili, come ad esempio:

  • motori navi 
  • aerei
  • petrolio utilizzato per produrre energia elettrica e termica
  • gas per energia elettrica e termica
  • carbone per energia elettrica e termica

Gli effetti della carbon tax quindi ricadrebbero su tantissimi aspetti della vita quotidiana di un qualsiasi cittadino. Anche la cura dell'igiene personale e la cucina, ad esempio, non ne sarebbero escluse.

Per evitare che la carbon tax vada a gravare troppo sui contribuenti, il FMI ha previsto anche dei bonus e sgravi per incentivare l'adeguamento alle energie rinnovabili nei vari settori.
C'è però da dire che in Paesi con bilanci in nero o addirittura in perdita, l'introduzione di questi incentivi potrebbe non essere sufficiente e proprio per le precarie condizioni i Paesi in questione avrebbero ben altre priorità da affrontare.
La questione, quindi, come al solito non è semplice da affrontare. Per ora almeno le nostre tasche possono stare tranquille, si tratta "solo" di una proposta.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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