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Incentivi auto assenti, a ottobre non vengono proposti nuovi finanziamenti

Incentivi auto assenti, a ottobre non vengono proposti nuovi finanziamenti

Nella conversione in legge del Decreto Agosto non sono previsti rifinanziamenti degli incentivi esauriti. L'ultima parola spetta alla Camera ma le probabilità che vengano stanziati dei fondi sono basse

La conversione del Decreto Agosto in legge non prevede alcun bonus per le vetture ad alimentazione convenzionale, nonostante questo prevedesse incentivi da 1.500 euro con rottamazione e da 750 euro senza rottamazione.

Tuttavia non è ancora detta l'ultima parola, in quanto il testo per ora ha ricevuto il via libera dal Senato, ma nell'iter di passaggio alla Camera questo può ancora subire alcune modificazioni. Quindi in teoria è ancora tutto possibile, ma in pratica è molto difficile che l'Aula provveda ad aggiungere nuovi finanziamenti.

Mercato in ripresa e importanza degli incentivi

Il timore che i consumatori possano restare "a bocca asciutta" è più che fondato e le stesse Associazioni di settore, come Centro Studi Promoter, hanno definito la mancata erogazione di fondi come un "autogoal", mentre Federauto e Unrae la considerano "un atto di autolesionismo".

Infatti il mercato auto ha segnato una lieve ripresa ad agosto, diventata poi più consistente nel mese di settembre, chiudendo infatti con un +9,5% dopo ben 7 mesi in continua flessione.

Il merito di questi risultati è sicuramente dei nuovi incentivi introdotti, grazie ai quali è stato possibile effettuare un turn-over delle vetture in circolazione, la progressiva eliminazione delle giacenze rimaste dai mesi di lockdown che attendevano di essere vendute, e, dal punto di vista industriale, il ricambio tra le unità già prodotte e quelle di nuova delibera.

Inoltre la somma stanziata con il Decreto Agosto, di 100 milioni di euro, per l'acquisto di autovetture Euro 6, a benzina o diesel, con emissioni tra i 91 e i 110 g/km, era già stata considerata insufficiente per il programma previsto di svecchiamento delle auto più datate attualmente in circolazione.

Infatti nel giro di pochissimo tempo dal momento in cui il decreto è entrato in vigore, 1 settembre, i fondi sono stati subito esauriti. Per questo motivo i rappresentanti del comparto automotive avevano chiesto al Governo di intervenire, ad esempio destinando i fondi inutilizzati da altre fasce per coprire le richieste di quelle in cui invece i fondi si fossero già esauriti.

Il Governo non ha però considerato la proposta fatta dai rappresentati, per questo il risultato è la mancata aggiunta di nuovi incentivi.

FederAuto e Unrae definiscono il Governo "autolesionista"

In una nota congiunta, FederAuto (Associazione che raggruppa le concessionarie italiane) e Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), hanno affermato: "I dati diffusi sulla confortante ripresa del mercato grazie agli incentivi sono la dimostrazione tangibile di quanto questo strumento sia stato efficace. Rispetto a settembre 2019, abbiamo assistito all'immatricolazione di oltre 13.600 autovetture in più (+9,5%), ed un incremento del 57,4% di auto rottamate".

Entrambe le associazioni non usano mezzi termini e definiscono le azioni del Governo come "un atto di autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in pochissime settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al Pil".

Infatti le misure autofinanziate hanno fruttato 58 milioni di euro incrementali in gettito IVA, "oltre ai maggiori introiti legati all'immatricolazione dei veicoli, tra cui l'Ipt".

Inoltre secondo FederAuto e Unrae non è ancora giunto il momento di stare tranquilli e, al contrario, bisognerebbe pensare a programmi economici che non incidano sulla fiducia da parte dei consumatori.

"In questa fase particolarmente delicata per l'economia nazionale, non rifinanziare una misura così importante sarebbe un errore imperdonabile. Vanno garantite norme efficaci e di lungo periodo, che permettano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all'acquisto e agli operatori del settore un'adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali".

Infatti se si guardano i dati registrati a settembre, la fiducia dei consumatori e delle imprese, legata sia ai provvedimenti amministrativi che allo sviluppo delle condizioni socioeconomiche, è di molto migliorata.

Infatti sulla base dei dati Istat, Anfia (Associazione nazionale della Filiera dell'Industria automobilistica) ha indicato nel suo rapporto mensile che a settembre 2020 sono migliorati sia il clima di fiducia dei consumatori, da 101,0 a 103,4, sia quello delle imprese, da 81,4 a 91,1.

Centro Studi Promotor: "con gli incentivi aumentano anche le entrate"

Centro Studi Promotor, la struttura bolognese specializzata nella ricerca sul mercato dell'auto, ha invece definito il mancato rifinanziamento dei bonus per l'acquisto di auto Euro 6 con emissioni di CO2 comprese tra 91 e 110 g/km, un "clamoroso autogoal dello Stato".

"E' evidente che il rifinanziamento degli incentivi per questa fascia di autovetture, che è la più richiesta tra quelle incentivate, darebbe un contributo notevole al ridimensionamento del calo del gettito IVA derivante dalla vendita di nuove unità nel 2020".

L'associazione poi sostiene anche che nel 2019 il gettito era aumentato a 7,9 miliardi, mentre nel 2020 potrebbe subire un calo di 2,7 miliardi e arrivare così a 5,2 miliardi a cusa dei mancati finanziamenti. Si tratta quindi di una riduzione delle entrate davvero notevole che potrebbe essere evitata se "Governo e Parlamento decideranno tempestivamente di rifinanziare lo stanziamento degli incentivi alla rottamazione per le vetture con emissioni comprese fra 91 e 110 g/km".

Appello al Governo

L'appello delle Associazioni del settore rivolto al Governo è quindi quello di ottenere dei rifinanziamenti dei fondi esauriti o in via di esaurimento, almeno per l'ultimo periodo del 2020. Per FederAuto e Unrae, "l'obiettivo è quello di non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi, e quindi assicurare un ritorno certo sull'investimento pubblico anche per proseguire il cammino virtuoso, già intrapreso, di riduzione delle emissioni".

Entrambe le associazioni si dicono disposte a condividere con il Governo le proprie proposte strategiche e pluriennali per il sostegno al processo di decarbonizzazione e per facilitare la transizione verso una mobilità a zero emissioni.

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