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Emergenza coronavirus, per 100 società del mondo crescono i guadagni e le quotazioni in Borsa

Emergenza coronavirus, per 100 società del mondo crescono i guadagni e le quotazioni in Borsa

A uscirne vincitori sono i settori: farmaceutica, tecnologia e grande distribuzione online. Per Amazon +401,1 miliardi di dollari

Drastico calo del Pil, notevole incremento della disoccupazione, ampio ricorso ad ammortizzatori sociali, impennata della spesa pubblica, tutti effetti dell'emergenza coronavirus che ha violentemente colpito le economie di ogni Paese del mondo, dove con più forza, dove con meno.

La necessità di ridurre al minimo il rischio di diffusione del contagio da parte di un virus che non conoscevamo, ha indotto la stragrande maggioranza dei Governi ad introdurre misure restrittive molto rigide che hanno fortemente penalizzato tutti i settori dell'economia, o quasi.

Infatti se a pagare un conto salato sono stati soprattutto i settori del turismo, della ristorazione, e dei trasporti, per alcuni settori l'emergenza coronavirus è stata invece una opportunità per realizzare utili ancora maggiori. Tra l'altro la maggior parte delle imprese che operano in questi settori erano tutt'altro che in crisi già prima del Covid-19.

Farmaceutica, tecnologia e grande distribuzione online, per loro niente emergenza

I settori che hanno 'sfruttato' il virus, invece di risultarne penalizzati, sono quello della farmaceutica, il tecnologico e la grande distribuzione online. Ma vediamo anche come mai.

In ambito farmaceutico è superfluo specificare come una pandemia possa produrre maggiori utili, ma in particolare è stato l'effetto della corsa al vaccino per il coronavirus a determinare ripide impennate per alcune imprese del settore.

Quanto alla tecnologia, si tratta soprattutto di quelle aziende fornitrici di servizi che rendono di fatto possibile la pratica dello "smart working" che seppur esistesse da prima dell'emergenza, il suo impiego era estremamente ridotto rispetto ai giorni del lockdown.

Infine il settore della grande distribuzione online, dove hanno realizzato i maggiori utili le imprese che hanno reso possibile l'acquisto e la distribuzione di beni che non era più possibile, o era diventato difficile, acquistare nei negozi fisici, e qui troviamo naturalmente il colosso di Jeff Bezos.

Come riportato da un articolo de Il Corriere, ci sono almeno 100 imprese che hanno 'battuto' il virus. In molti casi si tratta di società quotate, che da quando è scoppiata la pandemia hanno subito una vera e propria impennata delle proprie quotazioni.

Secondo alcuni esperti questo improvviso boom potrebbe essere solo una bolla, e sul Financial Times vengono passati in rassegna i 100 gruppi che sono cresciuti di più in Borsa, che insieme hanno beneficiato di un incremento delle proprie quotazioni per migliaia di miliardi di dollari.

I 100 gruppi quotati in Borsa favoriti dal coronavirus

Tra i grandi gruppi che con il coronavirus si sono arricchiti troviamo prima di tutto Amazon, che secondo quanto riportato dal noto giornale di finanza, ha aumentato la sua capitalizzazione di 401,1 miliardi di dollari. D'altra parte chi non si è rivolto ad Amazon per fare acquisti durante il periodo del lockdown?

Non solo si è verificato un incremento degli acquisti fatti da chi già usava Amazon prima dell'emergenza, ma soprattutto molte persone che ancora non avevano mai usato il servizio per varie ragioni, si sono trovate pressoché costrette a rivolgersi al gigante dell'e-commerce, tant'è che come ricorda il Financial Times, Amazon fu costretto per un certo periodo a chiudere temporaneamente i propri magazzini ai prodotti ritenuti "non essenziali".

C'è da dire che come spesso accade non sono tutte rose e fiori, e persino Amazon ha dovuto sostenere delle spese non indifferenti per proteggere i propri dipendenti dal contagio di Covid-19. Si parla di circa 4 miliardi di dollari in più in dispositivi, strumenti ed apparecchiature che potrebbero entrare a far parte della dotazione e delle misure dell'azienda in via definitiva.

Microsoft al secondo posto per crescita delle quotazioni

Il coronavirus ha dato una bella spintarella anche alle azioni di Microsoft, che grazie all'esplosione di Teams ha registrato un incremento delle proprie quotazioni di 269,9 miliardi di dollari. In un solo giorno gli utenti della nota app di videochiamate di Microsoft sono più che triplicati.

In un solo giorno di aprile, nel pieno del lockdown, la piattaforma Teams è stata usata da 75 milioni di persone, contro i 20 milioni di utenti di fine 2019. Microsoft è risultato così al secondo posto come incremento dei valori di Borsa.

E non si è trattato solo della app per le videochiamate, ma anche i giocatori della X-Box hanno subito un netto aumento, raggungendo nel periodo del lockdown i 90 milioni di giocatori online su X-Box Live.

Al terzo posto Apple, seguita da Tesla

Al terzo posto tra le 100 società quotate che hanno incrementato il valore delle proprie azioni durante l'emergenza coronavirus troviamo Apple, con una crescita delle quotazioni di 291,1 miliardi di dollari.

Segue la Tesla, con la Model S che ora permette di guidare per 646 chilometri senza ricaricare, ma Elon Musk è sempre proiettato verso il futuro, e di recente ha reso noto di avere in progetto l'introduzione nel mercato di flotte di robo-taxi a guida autonoma, che il passeggero pagherebbe a chilometro.

Insomma le azioni del gruppo, che secondo Elon Musk erano troppo care, cosa che non esitò ad affermare pubblicamente con tutto ciò che ne sarebbe derivato, adesso lo sono ancora di più, circa 108,4 miliardi di dollari.

Lo smart working fa esplodere Zoom Video

La pratica dello smart working, seppur esistesse già prima della pandemia, durante il lockdown si è ampiamente diffusa in tutto il mondo, permettendo a milioni di persone di continuare a lavorare ma di farlo comodamente da casa propria, al sicuro dal contagio.

È evidente come questo abbia fatto crescere tutte le società che offrono servizi di videochiamate, e tra queste è doveroso citare Zoom Video, pressoché sconosciuta prima dell'emergenza coronavirus, ora estremamente diffusa.

Zoom Video si piazza al 15esimo posto della classifica redatta dal Financial Times, e infatti la piattaforma di comunicazione si è rapidamente trasformata in un social network con oltre 300 milioni di utenti quotidiani.

In sei mesi la capitalizzazione di Zoom Video è cresciuta del 255%. Basti pensare che alla fine di aprile, il numero di aziende di medie e grandi dimensioni che utilzzano questa piattaforma è triplicato rispetto a un anno fa, con entrate che sono cresciute del 169%.

La cinese Tencent registra 93 miliardi di dollari di crescita delle quotazioni

La Tencent è una società per azioni di investimento che offre servizi per intrattenimento, mass media, internet e telefoni cellulari in Cina. I ricavi di Tencent portano la società al quinto posto nella classifica redatta dal Financial Times.

Si consideri che i giochi online sono aumentati del 31% nel primo trimestre, mentre sono aumentati gli abbonati video, con un totale che ha raggiunto i 112 milioni di persone. Sono aumentati anche gli "streamer" musicali fino a 43 milioni, e infine il numero degli utenti della sua app di social media, WeChat ha raggiunto gli 1,2 miliardi.

La Tencent ha pensato bene di approfittare dei crolli di Borsa che sono stati registrati dalle altre compagnie, per mettere in campo una seria strategia di investimenti, a cominciare dall'acquisto dello sviluppatore di giochi norvegese Funcom. La società cinese ha anche acquisito una quota dello sviluppatore tedesco Yager e ha finanziato una serie di start-up fintech.

L'Audi registra una crescita di 37,8 milioni di dollari

Si 'accontenta' del 18esimo posto della classifica del Financial Times, il noto marchio automobilistico tedesco, che però è la prima casa produttrice di automobili a comparire nella classifica.

Non sono stati tanto i risultati registrati a fine anno a rendere il marchio Audi del gruppo Volkswagen il più grande tra i 12 che ne fanno parte, ma una mossa della casa madre che, dopo il tutt'altro che positivo impatto dell'emergenza coronavirus sul fatturato della società, ha annunciato che ricmprerà le azioni di minoranza ancora in circolazione, e questo ha prodotto effetti molto positivi sul titolo, che praticamente ha raddoppiato il suo valore.

Roche cresce di 27,1 miliardi di dollari

Il colosso farmaceutico svizzero Roche ha senza dubbio tratto beneficio dalla situazione di emergenza rappresentata dalla pandemia di coronavirus. Da una parte il titolo è stato spinto dal test anti-Covid prodotto dalla Roche, grazie al quale è possibile rintracciare gli anticorpi con una sensibilità del 100%.

Dall'altra, l'impennata del titolo è dipesa dal nuovo farmaco contro l'artrite, che promette grandi sviluppi. Nella classifica del Financial Times, Roche si trova al 26esimo posto, ma l'incremento in Borsa non si avvicina neppure lontanamente ai numeri fatti registrare dalle società che operano in campo tecnologico, ottenendo solo un +9,8%.

Tra le società che volano in Borsa grazie al Coronavirus, Snap, Just Eat, Hermes

Oltre alle altre società che operano nei settori farmaceutico, della tecnologia e della grande distribuzione online che durante l'emergenza coronavirus hanno visto volare le proprie quotazioni si annovera anche Moderna, la società americana di biotecnologie che sta portando avanti la ricerca per il vaccino per il Covid-19.

Troviamo anche Hermes, gruppo del settore della moda e del lusso, che in piena pandemia ha guadagnato in capitalizzazione 10,6 miliardi di dollari, circa il 13,7% in più rispetto alla fine del 2019.

C'è poi Just Eat, il gigante delle consegne a domicilio, e non è difficile intuire il motivo visto che durante il lockdown in molti Paesi era vietato uscire di casa. In molti si sono trovati costretti a ricorrere a servizi di consegna a domicilio, ed ecco il risultato: 9 miliardi di dollari in più, per una capitalizzazione che è salita del 158% in soli sei mesi.

Troviamo poi Snap, la società di social media Snapchat, che con un aumento della capitalizzazione di 8,7 miliardi di dollari, per un balzo del 38%, si piazza di diritto tra quelle società che in epoca coronavirus invece di andare in crisi si sono arricchite.

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