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Immigrati col barboncino sbarcano a Lampedusa, ecco come si gestisce l'emergenza coronavirus

Immigrati col barboncino sbarcano a Lampedusa, ecco come si gestisce l'emergenza coronavirus

Centri di accoglienza al collasso, scappano decine di immigrati in obbligo di quarantena e ne arrivano altri che sembrano turisti

Siamo ancora in stato di emergenza sanitaria per via della pandemia di Coronavirus, e proprio nei giorni scorsi abbiamo sentito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte prospettare la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre.

Sulla questione della proroga dello stato di emergenza dovrà in ogni caso pronunciarsi il parlamento, fatto sta che in questo momento in Italia continuano ad essere imposte alcune misure restrittive che dovrebbero avere lo scopo di ridurre il rischio di duffusione del virus.

Sussiste quindi l'obbligo di indossare la mascherina all'interno dei locali aperti al pubblico, quali negozi, uffici pubblici ecc... Sussiste il divieto di assembramento, e se si è all'aperto e non si possono rispettare le distanze di sicurezza vige ancora una volta l'obbligo di indossare la mascherina.

E mentre alcuni cittadini italiani vengono multati per non aver rispettato suddette imposizioni, con sanzioni che vanno da 400 a 3.000 euro per chi non indossa la mascherina nei contesti in cui è obbligatoria, il fenomeno dell'immigrazione nel suo pieno vigore produce una massiccia importazione di coronavirus nel nostro Paese.

Arrivano i migranti con occhiali da sole e barboncino

'Scappano dalla guerra' si dice in genere dei migranti che arrivano in Italia, anche se appare singolare che tra gli esodati che fuggono dalla Siria verso il confine turco vi siano soprattutto vecchi, donne e bambini, mentre in Italia arrivano quasi esclusivamente uomini di giovane età ed apparentemente in buona salute.

Se non altro adesso arrivano anche cani, visto che la Guardia Costiera nella giornata di ieri ha recuperato in mare aperto una barca su cui si trovavano 11 migranti irregolari provenienti dalla Tunisia, tra i quali vi era anche quello che su IlGiornale viene definito un "simpatico barboncino bianco".

Le immagini della simpatica bestiola tenuta al guinzaglio hanno fatto subito il giro del web, come è ovvio che sia, sbattendo in faccia la realtà a milioni di Italiani. Di immigranti tunisini ne sono arrivati a decine nei giorni scorsi, e giusto per dovere di cronaca, non c'è nessuna guerra in Tunisia.

"Abbiamo comprato, tutti quanti, una barca. Ognuno di noi ha dato un poco di soldi e abbiamo guidato per arrivare qua" ha spiegato la donnta tunisina con il cappello di paglia, lo smalto alle unghie e l'anello al dito. E mentre sbarcavano gli 11, poco più in là venivano sorpresi sugli scogli altri 7 migranti appena giunti sulla costa in totale autonomia.

Immigrazione ed emergenza coronavirus

L'unica emergenza che c'è è quella del coronavirus, e ce l'abbiamo anche in Italia, motivo per cui si ritiene necessario persino prorogare appunto questo stato di emergenza. Solo che in Italia il coronavirus si presenta meno aggressivo, raramente produce i sintomi della malattia, e la sua carica virale continua a risultare estremamente bassa.

L'aggressività del virus però varia da Paese a Paese in base ad una serie di fattori che sono tutt'oggi oggetto di studio. Quindi dal momento che buona parte dei nuovi casi di coronavirus registrati in Italia arrivano dall'estero, e non parliamo solo di turisti che arrivano in Italia dando una boccata d'ossigeno al settore del turismo e a tutto l'indotto messo in ginocchio dal lockdown, ma anche di immigrati perlopiù irregolari, forse sarebbe il caso di chiudere i confini invece di continuare con queste manfrine.

Irregolari proprio come gli 11 Tunisini con zainetto in spalla, cappellino di paglia e berretto, bermuda e cagnolino al seguito che sono sbarcati a Lampedusa. Irregolari come gli immigrati che erano stati messi in quarantena nelle strutture di accoglienza dalle quali sono poi fuggiti, d'altra parte le strutture in cui erano stati 'stipati' avevano ampiamente superato la loro capienza.

Quello che notiamo quindi è che mentre da un lato si multano per centinaia di euro Italiani rei di non indossare la mascherina, dall'altro si lasciano entrare centinaia di immigrati clandestini che non siamo in grado di accogliere perché le strutture sono piene. Di conseguenza capita che questi fuggano dalle strutture e vadano a spasso per il Paese mentre dovrebbero restare in quarantena.

Ne parla anche Mariagiovanna Maglie, che in un suo post su Twitter scrive: "Un centinaio di immigrati sono scappati dal Cara di Pian del Lago a Caltanissetta. Erano in quarantena obbligatoria. Pattuglie di feroce controllo solo per i bagnanti italiani, vero ministro #Lamorgese?".

Abbiamo visto droni sorvolare spiagge e parchi, abbiamo visto le forze dell'ordine inseguire runner solitari durante il lockdown, e quando l'emergenza è finalmente sotto controllo, gli Italiani che frequentano la movida vengono accusati di essere degli irresponsabili, di non portare rispetto per le vittime che abbiamo avuto.

E non è forse da irresponsabili lasciare che orde di immigrati irregolari sbarchino sulle nostre coste, e poi fuggano dalle strutture presso le quali sarebbero tenuti a rimanere in quarantena?

Se il Governo non è in grado di gestire il problema dell'immigrazione, che rappresenta una concreta minaccia per la possibile diffusione del coronavirus, allora è il caso che lasci in pace anche i cittadini italiani, senza imporre obblighi di mascherine e divieti di assembramenti, misure totalmente inutili se poi si lasciano a piede libero immigrati irregolari che dovrebbero stare in quarantena.

Caltanissetta, 185 migranti scappano dal centro accoglienza di Cara Pian del Lago

Nella serata del 26 luglio sono fuggiti dalla struttura presso la quale avrebbero dovuto rimanere per tutta la durata della quarantena, 184 immigrati. È successo a Cara di Pian del Lago, in provincia di Caltanissetta, dove i migranti in quarantena hanno scavalcato le recinzioni e si sono dati alla fuga.

Su La Stampa leggiamo che nella giornata di ieri 125 di loro sono stati poi rintracciati e riportati presso la struttura, dove ora rimarranno in quarantena. Peccato che ne manchino una sessantina all'appello, e non parliamo di cittadini italiani che vanno in giro senza mascherina, ma di persone sottoposte ad obbligo di quarantena, indipendentemente da dove provengano.

Per rintracciare una parte degli immigrati che sono fuggiti dalla struttura sono stati impiegati ingenti mezzi della polizia e dell'Arma dei Carabinieri, con decine di agenti che sono stati impegnati nelle ricerche per tutta la notte.

Il centro presso il quale avrebbero dovuto rimanere in quarantena accoglie ad oggi circa 350 persone, molte delle quali, secondo quanto riportato sul noto quotidiano, sono arrivate da Lampedusa, dove nel frattempo si stanno susseguendo altri sbarchi. Tra la notte e la mattina di ieri nell'hotspot di contrada Imbriacola ci sono adesso 650 persone, che nelle prossime ore verranno trasferite tra la Sicilia e le altre regioni del Sud.

30 migranti fuggono dall'hotspot di Pozzallo

I casi di immigrati sottoposti ad obbligo di quarantena che fuggono dalle strutture ricettive non sono isolati. Un altro episodio ha interessato la località di Pozzallo, dove ha fatto porto una nave mercantile che a bordo aveva 108 migranti salvati in mare due giorni prima.

Qualche giorno fa a Pozzallo erano arrivati altri 80 immigrati irregolari tunisini, che dopo essere stati sottoposti ai controlli sanitari di rito sono stati messi in quarantena come da normativa vigente. 30 di questi immigrati però sono scappati facendo perdere le proprie tracce.

Il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, ha fatto sapere che al Govero chiederà "di non inviare più immigrati a Pian del Lago. Sono tutti negativi ai tamponi" ha tenuto a precisare, senza sottolineare peraltro che vige comunque l'obbligo di quarantena per legge.

Tutti negativi "ma non è questo il punto" continua il primo cittadino annunciando poi: "chiedo la massima sicurezza della struttura". Ed è sempre il sindaco di Caltanissetta ad annunciare che scriverà "una nota al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ribadendo che la struttura di Caltanissetta non è in grado di contenere queste persone, perché evidentemente non è idonea. Pretendo che non venga più nessuno a Caltanissetta e che il Cara venga svuotato da chi è in quarantena".

Alle parole del sindaco hanno fatto eco quelle del governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, che via social ha commentato: "nessuno dica che è responsabilità delle forze dell'ordine: fanno tutto quello che possono e siamo loro grati. È semplicemente sbagliato che si faccia finta di nulla da parte del governo di Roma e che si dica che 'tutto va bene'".

"Pretendo rispetto per la Sicilia, non può essere trattata come una colonia" ha detto ancora Musumeci "abbiamo dato disponibilità e chiediamo reciprocità, ma vediamo che nella gestione del fenomeno migratorio c'è troppa improvvisazione e superficialità".

Migranti fuggono dalla tensostruttura di Porto Empedocle

La struttura approntata dalla Protezione Civile poteva ospitare al massimo 100 migranti, ma erano in 520 quelli che vi si trovavano in quarantena quando si è verificata l'ennesima fuga.

Era stata allestita dalla Protezione Civile accanto alla banchina di Porto Empedocle in provincia di Agrigento, la tensostruttura che ospitava 520 migranti con obbligo di quarantena a fronte dei 100 per i quali era stata progettata.

Non stupisce la fuga, anche se evidentemente non se l'aspettava la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, nonostante le condizioni "disumane" in cui si trovavano i migranti secondo la sindaca Ida Carmina del Movimento 5 Stelle.

La prima cittadina aveva infatti lanciato l'allarme prima che i migranti si dessero alla fuga, affermando a proposito della tensostruttura in cui erano stati alloggiati: "non ci sono finestre, è un forno lì dentro, rischiano il soffocamento".

Ma l'avvertimento era servito a ben poco visto che i migranti hanno ritenuto necessario risolvere il problema in autonomia e a modo loro. Secondo quanto riportato dai maggiori media, circa 500 migranti erano scappati, salvo poi essere rintracciati quasi tutti.

Non è dato sapere quanti siano i migranti sottoposti ad obbligo di quarantena che sono rimasti a piede libero in giro per il Paese, ad ogni modo la ministra Lamorgese ha nel frattempo deciso di inviare l'esercito per rafforzare l'attività di controllo. Insomma non esattamente il miglior esempio di efficienza, da parte del titolare del Viminale, che chiude la stalla dopo che i buoi sono scappati.

Peraltro non si tratta della soluzione più afficace, secondo la sindaca della città, che ha così commentato: "deve intervenire il governo, ho fatto appello a tutti, anche alla Commissione europea. Perché far arrivare qua le navi militari? Potevano portarli da qualche altra parte. Questa è una struttura d'accoglienza momentanea e può contenere 100 persone circa".

Ma non si tratta tanto del problema dell'immigrazione in sé, quanto del modo in cui si interseca con l'emergenza coronavirus. "Porto Empedocle è Covid-Free da tempo ma siamo quotidianamente agli onori delle cronache per il fenomeno immigrazione e questo crea un problema di immagine e perdite dal punto di vista turistico".

Di Maio: "impensabile andare in giro senza rispettare l'obbligo di quarantena"

La stessa indignazione che anima il comune cittadino, impotente di fronte a tanta incompetenza da parte delle istituzioni, anima anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che condanna l'episodio delle numerose fughe di immigrati sottoposti ad obbligo di quarantena.

"Non si tratta di battaglie ideologiche o politiche. Il tema è più semplice e riguarda la nostra sicurezza, la sicurezza di ognuno di noi" dice Di Maio, che però non è un inerme comune cittadino, ma il ministro degli Esteri, nonché il leader (ex) della maggiore forza politica che compone la maggioranza: il Movimento 5 Stelle.

Dimentico di non essere all'opposizione, ma di essere il ministro degli Esteri, Di Maio rincara la dose nel suo post su Facebook. "È inconcepibile che oggi qualcuno, incurante delle regole tutt'ora in vigore, pensi di andarsene in giro senza rispettare l'obbligo di quarantena. Migranti o meno, fossero stati italiani avrei detto la stessa cosa. Qui è una questione di salute pubblica".

E nessuno mette in dubbio che avrebbe detto la stessa cosa, quanto al fare però di differenze ce ne sono non poche. Le forze dell'ordine hanno mostrato uno zelo ammirevole nel far rispettare il lockdown ad una intera nazione, come mai lo stesso zelo non viene mostrato nel tenere sotto controllo 500 migranti che sono stati messi in quarantena in una singola struttura?

Provi a spiegare il ministro degli Esteri come mai oltre a dire le stesse cose il governo non provvede ad applicare la stessa intransigenza anche nel controllo degli spostamenti dei migranti sottoposti all'obbligo di quarantena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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