Variante Delta: con l'aumento dei contagi ci saranno nuove restrizioni? 4 Regioni a rischio zona gialla

Variante Delta: con l'aumento dei contagi ci saranno nuove restrizioni? 4 Regioni a rischio zona gialla

Con l'aumento dei nuovi casi di variante Delta si valutano nuove restrizioni per viaggi, modifiche al green pass, parametri diversi per il colore delle Regioni

Le vaccinazioni in Italia procedono a rilento, anche perché il numero di persone disposte a sottoporsi al siero anti-Covid continua ad assottigliarsi e tra un paio di mesi si dovrà ricominciare da capo visto che l'immunità (seppur parziale) offerta dal vaccino pare abbia una durata di circa 9 mesi.

E anche se ad essere vaccinati fossero il 50-60% dei cittadini, come in Regno Unito, a quanto pare la situazione non sarebbe molto diversa. Infatti è proprio nel Regno Unito che si registra la maggior incidenza di casi di variante Delta, e stando ai dati ufficiali del ministero della Salute di Londra circa il 60% dei decessi (su un totale di 117 morti registrate tra il 1° febbraio e il 21 giugno) con la nuova variante erano soggetti vaccinati.

La soluzione che continua ad essere indicata però anche in Italia è sempre la stessa: il vaccino. Tuttavia il ritmo delle somministrazioni ha subito un lieve calo nelle ultime settimane, e stando ai dati aggiornati in tempo reale che ci fornisce Il Sole 24 Ore, ad oggi 13 luglio 2021 il numero dei cittadini italiani interamente vaccinati si aggira intorno a 24.310.000, che corrisponde al 41% circa della popolazione del Paese.

Stando alle più recenti stime, si dovrebbe riuscire a raggiungere l'80% della popolazione vaccinata entro la fine del mese di agosto, quindi con quasi un mese di anticipo rispetto alle previsioni del governo che contava di farcela entro il mese di settembre.

Per quel che riguarda l'andamento della campagna vaccinale in Italia è anche interessante notare che per le fasce di età più a rischio, vale a dire gli over 80, la percentuale dei soggetti completamente vaccinati sale oltre il 90%, mentre si aggira intorno al 74% nella fascia di età 70-79 anni, e supera il 60% nella fascia 60-69 anni.

Ciò vuol dire che indipendentemente dalla diffusione della variante Delta, se i vaccini offrono protezione contro la forma grave della malattia, il rischio di un sovraccarico delle terapie intensive e dei reparti Covid negli ospedali italiani è praticamente pari a zero.

Di che emergenza stiamo parlando dunque? Se lockdown e chiusure servivano per evitare il sovraccarico per il sistema sanitario nazionale, ed ora questo rischio è azzerato grazie alla copertura vaccinale della quasi totalità degli anziani e delle persone fragili, non si spiega come mai si torna a parlare di un possibile ripristino di alcune misure restrittive.

Proprio in questi giorni infatti si comincia a paventare la possibilità che alcune Regioni tornino in zona gialla per via dell'aumento del numero dei casi di variante Delta. Nulla di sicuro ancora, ma se si dovesse andare in questa direzione a perdere le libertà concesse in zona bianca sarebbero Sicilia, Campania, Abruzzo e Marche.

Qual è dunque il piano del governo italiano? Ancora di certezze ce ne sono poche, ma il ministro della Salute ha già fissato i tre punti fondamentali su cui si dovrebbe strutturare la strategia per arginare la diffusione della variante Delta anche nel nostro Paese.

I tre pilastri fondamentali enunciati da Roberto Speranza sono vaccini, trattamento e sequenziamento, ma nel frattempo ecco che si parla già delle nuove restrizioni da introdurre se, come appare ormai evidente, i contagi dovessero continuare ad aumentare.

Pare che finanto che si rimarrà in zona bianca non ci saranno nuove restrizioni, se non altro per quel che riguarda gli spostamenti sul territorio nazionale, ma qualcosa potrebbe cambiare per i viaggi all'estero e per il green pass. Inoltre l'esecutivo guidato da Mario Draghi insieme al Cts sta valutando in che modo modificare eventualmente i parametri sulla base dei quali si stabiliscono i colori delle Regioni.

Arrivano nuove restrizioni per i viaggi all'estero

Mentre ci giungono notizie di studenti italiani bloccati a Malta e a Dubai per via del fatto che alcuni di loro sono risultati positivi al Covid, c'è comunque chi ritiene che tutto sommato questo sia un buon periodo per viaggiare.

Qualcosa però potrebbe cambiare prossimamente, e si prevede l'arrivo di nuove limitazioni proprio per i viaggi all'estero. Queste restrizioni dovrebbero servire ad evitare di importare casi di variante Delta, e pare che una delle proposte al vaglio dell'esecutivo sia quella di estendere i controlli in vigore per chi rientra dal Regno Unito anche a chi rientra dagli altri Paesi.

L'attenzione in questo momento è rivolta in particolare a Spagna e Portogallo, che sono stati classificati come Paesi in zona rossa dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Il governo sta pensando di introdurre delle limitazioni che riguardino specificamente questi due Paesi, con deroghe solo per chi ha ottenuto il green pass attraverso la completa vaccinazione anti-Covid.

Come cambia il Green Pass

In Francia la direzione imboccata è quella di maggiori limitazioni per i cittadini che non risultano in possesso del green pass. Non solo non potranno andare a cinema o a teatro, ma già a partire dal mese di agosto si prevede di vietare l'accesso ai locali e ai mezzi di trasporto pubblici a chi non ha il pass verde.

La Francia ha quindi deciso di spingere con forza sulla questione vaccini cercando di imporre l'accettazione del siero con il ricatto di una moderna forma di apartheid che si fonda non sul colore della pelle bensì sulle scelte personali riguardanti la propria salute.

E a giustificazione di una tale linea non sta in piedi neppure il principio secondo il quale ci si dovrebbe vaccinare per tutelare gli altri, visto che chi vuole tutelarsi può ricevere il vaccino e, se questo funziona, non aver nulla da temere da chi vaccinato non è. Senza contare che a contrarre e trasmettere il virus sono sia i soggetti vaccinati che i non vaccinati, quindi il vaccino protegge solo chi lo riceve, ammesso che funzioni s'intende.

In Italia al momento si sta pensando di modificare i parametri sulla base dei quali si ottiene il green pass. La proposta, avanzata da Fabio Ciciliano, medico della Polizia e membro del Comitato tecnico scientifico, è quella di non rilasciare più il green pass a chi mostra l'esito negativo del tampone, ma di concederlo solo a chi è guarito dal Covid o ha ricevuto la somministrazione completa del vaccino.

Torna la zona gialla? Ecco i nuovi parametri

Dal momento che la variante Delta sembra continuare a diffondersi rapidamente in tutto il territorio nazionale, con la conseguenza che sulla base degli attuali parametri alcune Regioni rischiano già di tornare in zona gialla, queste hanno chiesto un incontro urgente con la Cabina di Regia per provare a modificare i criteri.

In considerazione del fatto che nonostante l'aumento del numero dei casi positivi non vi è un altrettanto importante aumento del numero dei ricoveri o dei decessi, si è pensato di tener conto solo della situazione all'interno degli ospedali, vale a dire il livello di pressione cui il sistema sanitario è sottoposto, e non invece dell'incidenza dei contagi.

Con gli attuali parametri infatti nel momento in cui in una Regione si dovesse raggiungere una incidenza di 50 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti scatterebbe immediatamente la zona gialla. Tuttavia al momento in tal senso sembra essere tutto fermo, e se non si corre ai ripari in tempi brevi tra non molto a farne le spese saranno i cittadini di Sicilia, Campania, Abruzzo e Marche.

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