Niente attività sportiva per over 12 non vaccinati. “Basta discriminazioni” società sportive si rivolgono al governo

Il governo di Mario Draghi ha imposto l’obbligo di Super Green pass per la pratica di attività sportive non in forma individuale a partire dal 10 gennaio. La norma che nega il diritto di fare sport a tutti i non vaccinati a partire dai 12 anni però non piace ad alcune società sportive che si sono rivolte all’esecutivo chiedendo di rimuovere il divieto.

A rivolgersi al governo per chiedere la cancellazione di una misura fortemente discriminatoria e totalmente priva di basi scientifiche sono alcune società sportive dilettantistiche del territorio della provincia di Forlì-Cesena.

Le società hanno infatti fatto notare che si tratta di una regola che discrimina i ragazzi ed in una lettera inviata al governo scrivono: “questa volta, a noi promotori sportivi, viene chiesto di dover mettere in atto un decreto che rispecchia una reale discriminazione nei confronti di bambini dai 12 anni in su. Non più esclusivamente negli spogliatoi, negli ambienti al chiuso, ma all’aria aperta”.

A firmare la nota sono: S.S.D. Around Sport, A.S.D. Carpinello, A.S.D. Futball Cava Ronco, A.S.D. Junior Gatteo, A.S.D. Nuova Virtus Cesena, A.S.D. Polisportiva Longianese, A.S.D. Savignanese, A.S.D. Torre del Moro, A.S.D. Torresavio, Pol Dil. San Vittore.

Non esitano a prendere una posizione netta sulla questione Super Green pass per tutte le attività sportive, che esclude dalla pratica tutti i ragazzi dai 12 anni in su che non sono stati vaccinati, e non hanno avuto il Covid-19, nel tentativo di spingere con forza la somministrazione del siero sperimentale anche nei più giovani che poco o nulla hanno invece da temere dal virus.

“Questa volta gridiamo basta verso le regole che discriminano i ragazzi, in questa cervellotica situazione di protocolli incomprensibili che spaventano, disorientano, ghettizzano” si legge ancora nella nota delle società sportive dilettantistiche “uno Stato, le federazioni sportive, hanno il dovere di tutelare i minori dalla discriminazione e non crearla”.

“Questa volta, a noi promotori sportivi, viene chiesto di dover mettere in atto un decreto che rispecchia una reale discriminazione sociale nei confronti di bambini dai 12 anni in su. Non più limitazioni esclusivamente negli spogliatoi, negli ambienti al chiuso, ma all’aria aperta, e questo diventerebbe diseducativo e molto pericoloso nella crescita di tutti. Noi adulti per primi”.

Nella nota le società sportive dilettantistiche che si rivolgono al governo Draghi chiedendo la cancellazione dell’obbligo di Super Green pass per le pratiche sportive ricordano: “oltre allo sport, fatto di volontariato, offriamo del sociale, dell’inclusione, del benessere fisico e psicologico”.

“Siamo sempre stati, nel nostro settore, in prima linea adottando tutte le precauzioni sanitarie possibili e applicando i protocolli ministeriali. Noi che apriamo le porte a tutti, non voglamo trovarci costretti a dire: ‘tu sì, tu no, tu sì, voi no’. Dove vogliamo arrivare? A noi un mondo, uno sport così, non piace”.

“Nessun bambino deve rimanere fuori dalla porta” proclamano le associazioni “questa volta vogliamo pensare che il governo possa fare un passo indietro su questa norma, e non portare i minori ad essere discriminati nell’unico luogo, l’aria aperta, dove possono sentirsi liberi di vivere il loro sogno in un’amicizia svincolata da scelte non loro”.

Si tratta di un’iniziativa che nasce a carattere locale, ma che potrebbe presto espandersi coinvolgendo altre realtà da tutta Italia. È lo scenario che prospetta la stessa Maria Cristina Zenardo, presidente Savignanese Calcio intervistata da Radio onda d’urto, secondo la quale la protesta si sta allargando a macchia d’olio.

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