La IPO di Google: le modalità del collocamento

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Google potrebbe sbarcare in borsa, presto, molto presto. Secondo le ultime voci riportate dalla stampa il debutto potrebbe avvenire già prima della fine di questo mese. Ormai mancherebbe solo l'ultimo nulla osta da parte della SEC (Securities and Exchange Commission), l'organo che vigila sulla borsa americana, e la messa a punto del sistema di vendita delle azioni. Intanto Google ha annunciato martedì scorso di aver scelto il Nasdaq per la sua quotazione in borsa. Nulla da fare quindi per il NYSE che avrebbe accolto naturalmente anche molto volentieri la IPO più attesa dell'anno.
Google emetterà due tipi di azioni ordinarie: quelle di classe A, che avranno diritto a un solo voto per titolo, e quelle di classe B - riservate agli attuali azionisti - che avranno diritto a dieci voti per titolo. I fondatori di Google avranno in questo modo un peso dominante nell'assemblea degli azionisti e dovrebbero quindi riuscire a mantenere il controllo dell'azienda. Secondo alcuni osservatori Larry Page e Sergey Brin temerebbero un tentativo di scalata da parte di Microsoft (US5949181045). In effetti il colosso di Redmond non ha mai nascosto le sue voglie di espansione sul mercato dei motori di ricerca e disporrebbe delle necessarie somme di denaro per rilevare Google.

Google intende offrire i suoi titoli al pubblico tramite una cosìddetta "asta olandese".Questo termine, prima praticamente sconosciuto, è diventato ormai famoso almeno tra il pubblico di borsa. Google ha veramente una specie di effetto "magico". Se si cerca la parola nei motori di ricerca si trova moltissimo su questo tipo di asta, naturalmente sempre in relazione a Google. Sull'asta olandese si è scritto e detto di tutto, ma in molti ancora non hanno capito bene di cosa si tratti. La cosa è molto più semplice di quanto possa sembrare.
Google ha già stabilito che chi vorrà partecipare all'asta dovrà richiedere almeno cinque titoli. Per quanto riguarda il prezzo Google comunicherà una spanna orientativa. Questa spanna sarà solo un aiuto per l'investitore libero di offrire qualsiasi prezzo per un titolo di Google. Ogni investitore potrà fare un'offerta fino ad una data ben determinata. Alla fine dell'asta sarà Google a determinare il prezzo di collocamento. Facendo un esempio: se Google fisserà il prezzo a $20, tutti coloro che avranno offerto almeno questa cifra riceveranno i titoli richiesti. Anche chi avrà offerto di più pagherà solo $20. A mani vuote resteranno tutti coloro che avranno offerto meno di $20.
Nel prospetto di emissione Google ha indicato di aver scelto l'asta olandese per permettere ai piccoli investitori di essere alla pari con quelli istituzionali. Un metodo non comune ma democratico. Alcuni osservatori hanno però criticato che l'asta olandese potrebbe comportare che Google sbarchi in borsa ad un prezzo troppo alto. Grazie a questo metodo saranno però i dirigenti di Google ad avere l'ultima parola sul prezzo di emissione. In caso la valutazione del titolo dovesse sembrare eccessiva è pensabile che Larry Page e Sergey Brin prendano dei provvedimenti per non far nascere già al momento del debutto una bolla speculativa. D'altra parte nessuno potrà evitare del tutto eventuali esagerazioni e rischi. Sarà il mercato e la sua condizione psicologica a decidere l'andamento del titolo. Se il clima sui mercati sarà positivo, se i titoli Internet saranno nei favori degli investitori, allora saranno possibili buoni guadagni anche se il prezzo sarà da considerare molto alto. A chi dovesse partecipare all'asta consigliamo di offrire il prezzo che ritiene adeguato. Ma niente paura: ci sono sempre buone occasioni per comprare un titolo.

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Gaetano Gulinelli (Berlino) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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