Post-Covid, la ripartenza dell’economia europea è nelle infrastrutture

schroders

Le infrastrutture sono e saranno il perno fondamentale su cui far ruotare il riavvio delle economie internazionali.

Secondo quanto afferma in una recente e condivisibile nota Charles Dupont, Head of Infrastructure Finance e Presidente di Schroders Aida, la ripartenza dell’economia europea dopo il nuovo coronavirus è nel settore delle infrastrutture che, oltre a costituire la spina dorsale delle economie in tutto il mondo, costituiscono anche la colonna portante del riavvio delle attività economiche nel vecchio Continente.

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Secondo l’esperto, gli investimenti in infrastrutture sono destinati a rappresentare un’arma fondamentale nella ripartenza post-Covid19 delle economie europee, soprattutto alla luce degli investimenti evidentemente insufficienti compiuti in alcune aree chiave. Diversi sono gli studi, infatti, che dimostrano come l’Europa abbia trascurato la manutenzione delle infrastrutture strategiche, spesso con conseguenze particolarmente nefaste.

Eppure, è chiaro che le infrastrutture siano il biglietto da visita principale per poter riflettere i cambiamenti della società. Sia sufficiente ricordare che la transizione energetica e il contrasto al cambiamento climatico (giusto per citare alcune priorità fondamentali nell’epoca contemporanea) non potranno che essere raggiunte che con la produzione ingente di energia sostenibile, a sua volta realizzabile con impianti eolici e solari, modernizzando le reti elettriche, costruendo nuove infrastrutture per il gas, e così via.

Un cenno a parte è poi meritato dalle infrastrutture digitali, come ad esempio le reti di fibra ottica e i ripetitori. Il recente periodo di lockdown ha infatti messo in luce non solamente la nostra dipendenza nei loro confronti, quanto anche una sorta di impreparazione nel fronteggiare le effettive esigenze.

Infine, conclude la nota di Schroders, nel brevissimo termine la crisi sanitaria potrebbe aver favorito un rapido incremento del capitale azionario delle società attive nelle infrastrutture, e soprattutto nel settore dei trasporti che, a causa della mancanza di utilizzatori, ha subito gravi perdite negli ultimi mesi e ha visto erodere il proprio capitale azionario.

“Le misure di emergenza, i prestiti garantiti e gli oneri differiti hanno fornito a queste società la liquidità necessaria per sopravvivere e superare la crisi, ma allo stesso tempo hanno incrementato il loro debito. Molte di queste aziende hanno intrapreso un rapito aumento di capitale per rimanere solventi su livelli accettabili. Queste sono tutte opportunità per i fondi infrastrutturali di sostenere le economie, offrire supporto a società strategiche e contribuire a costruire il mondo del futuro” – conclude la nota.

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