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Il 6G sta arrivando. Trasmessi 30 Giga in un secondo

6G

Un gruppo di ricercatori dell'università di Osaka è riuscito a trasmettere dati alla velocità di 30 Gigabit al secondo. Si stanno aprendo le porte al 6G.

Un gruppo di ricercatori dell'università di Osaka è riuscito a raggiungere la velocità di trasferimento dati di circa 30 Gigabit al secondo. Ci sono riusciti creando un un nuovo ricevitore di frequenza di terahertz che consente la comunicazione dati estremamente veloce.

Il nuovo record di 30 Gigabit di dati trasmessi in un secondo senza alcun errore potrebbe dare il via alla tecnologia di nuova generazione per prossimi smartphone, il 6G. I risultati di tali ricerche sono stati pubblicati su Scientific Reports. La trasmissione dati wireless è estremamente richiesta. Infatti non ne beneficiano solo gli smartphone per la riproduzione di video in streaming, ma anche le aree rurali delle città che utilizzano la banda larga domestica per affidare le loro connessioni wireless.

L'elevata frequenza del terahertz consentirebbe di trasmettere un volume dati ben più elevato di quanto si faccia attualmente, infatti l'attuale standard è di 800MHz. Però la realizzazione di un pratico ricevitore terahertz non è ancora avvenuta. Questo principalmente per due motivi: il primo sarebbe che le oscillazioni elettromagnetiche sono troppo veloci per poter essere gestite dall'elettronica convenzionale e sia l'oscillatore che il rivelatore terahertz non hanno ancora una buona efficienza. Il secondo sarebbe che il rumore termico del rilevatore di temperatura ambiente oscura i segnali ricevuti. Per questo i ricercatori dell'università di Osaka si sono mossi per poter risolvere questi problemi e sono riusciti a produrre un ricevitore che non solo è in grado di superare questi ostacoli, ma è stato anche in grado di siglare il nuovo record di velocità di trasmissione dati senza fare alcun errore.

L'arma "segreta" che ha reso possibile tutto ciò è il diodo tunneling risonante. In pratica nella normale elettronica la corrente aumenta sempre a tensioni maggiori, in un diodo tunnel risonante invece c'è una tensione risonante che produce una corrente di picco. Esiste quindi una regione per cui la corrente cade effettivamente all'aumentare della tensione.

Questo consente di sincronizzare i segnali terahertz ricevuti rapidamente con un oscillatore elettronico interno al dispositivo e quindi separare i dati dell'onda portante.
Il principale autore di questa ricerca, Masayuki Fujita, ha spiegato che: "questa tecnologia può essere utilizzata in un'ampia gamma di applicazioni, oltre alla comunicazione wireless 6G di nuova generazione. Questi includono il rilevamento spettroscopico, l'ispezione non distruttiva e il radar ad alta risoluzione".

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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