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Alexa è meglio tenerla lontana dalla nostra camera da letto. Potrebbe spiarci

Alexa

Dovremmo iniziare a dare attenzione a tutti gli oggetti tecnologici forniti di microfono. Al giorno d'oggi sono ormai tanti e tutti con una connessione dati che permette il loro funzionamento. Un esempio è Alexa, ormai nelle case di milioni di persone. Ma vediamo quali sono i rischi

Scopriamo insieme per quale motivo è consigliabile non avere Alexa in camera da letto. Sono in tanti a non rendersi conto dei rischi ai quali va incontro la nostra privacy. Sarebbe più opportuno per prevenire ed evitare alcune problematiche che non sono così superficiali.

Ad esempio, non è da dare per scontato che il dispositivo si spenga al nostro comando. Su questo possiamo parlare dello studio condotto da Hanna Fry, la matematica del London College, durante la conferenza natalizia alla Royal Institution dove ha invitato tutti i partecipanti a non tenere i dispositivi di Alexa nelle camere da letto o nei luoghi in cui non vorremmo essere ascoltati.

Hanna Fry è ormai un'esperta del settore. E' da tanto tempo che fa ricerca nel mondo della privacy della persona e si è accorta di quanto l'epoca moderna, con l'arrivo della tecnologia spesso molto invadente, metta a rischio la riservatezza dell'individuo.

La dott.ssa Fry dopo aver accettato l'invito alla Royal Institution con l'intento di un intervento a tema natalizio, ha deciso di "lanciare l'allarme", mentre il tutto era trasmesso in streaming in tutta la nazione.

La Fry ha dichiarato: "Penso che ci siano degli spazi nelle case, come la camera da letto e il bagno, che debbano continuare a restare totalmente privati. Queste tecnologie di assistenza vocale sono attivate da una parola, ad esempio Alexa, ma continuano a registrare per un certo periodo dopo che è terminata la conversazione. La gente ormai lo accetta, ma dovremmo pensare con più attenzione a quello che significa per noi".

Bloomberg, una multinazionale con sede a New York che opera nel settore dei mass media, ha dato notizia di alcuni comportamenti non proprio trasparenti (o forse erano fin troppo trasparenti) da parte di alcuni operatori Amazon. A quanto sembra, alcuni di loro, guardavano tranquillamente i filmati registrati dalle telecamere di sicurezza installate dagli utenti all'interno delle proprie abitazioni. Ma Amazon ha precisato che si trattava di una collaborazione volontaria fornita dagli stessi utenti. Spesso questi filmati vedevano ripresi gli (ignari?) utenti in scene di sesso o in bagno. Insomma, non erano certo le situazioni migliori in cui qualcuno si vorrebbe mostrare a degli sconosciuti.

Ma Amazon non è l'unica. Anche Google Assistant e Siri di Apple sono state accusate di aver introdotto naso, occhi ed orecchie nelle case dei privati.

Ovviamente le aziende si sono dichiarate innocenti dicendo che le varie registrazioni e raccolte dati vengono fatte al fine di migliorare l'apprendimento e quindi le conoscenze dei dispositivi con lo scopo di poter migliorare le loro funzionalità. Come un bambino che impara cose nuove e riesce a capire sempre meglio come comportarsi.

In realtà ci troviamo sul filo del rasoio che ci da, da un lato la sensazione di vivere sempre meglio, in quanto il dispositivo è in grado di venire sempre più incontro alle nostre esigenze, ma dall'altro lato abbiamo il rischio e la sensazione che tutte queste informazioni possano essere usate contro di noi.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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