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Immuni: l'app per aiutarci contro il coronavirus. Privacy a rischio?

Immuni: l'app per aiutarci contro il coronavirus. Privacy a rischio?

Arriva l'app di tracciamento per prevenire la diffusione del coronavirus durante la Fase 2. L'Europa richiede tutela della privacy. Vediamo come

Stando alle ultime notizie riguardanti la situazione d'emergenza del coronavirus, a breve dovrebbe iniziare la famosa fase 2. Questa fase sarà probabilmente quella caratterizzata dall'uso massiccio della tecnologia. Ed ovviamente, nel 2020, non poteva essere altrimenti. La tecnologia può essere sfruttata come l'arma in più nella lotta al coronavirus.

Nel periodo in cui tutti ormai ci sentiamo alle fasi finali del confinamento casalingo, più o meno sofferto, il Governo sta lavorando duramente per poter elaborare una strategia idonea per rimettere in moto il paese e per farlo nella maniera più sicura possibile, al fine di scongiurare un'eventuale ritorno del virus. Come ormai tutti sappiamo, la fase 2 consiste nella convivenza con il Covid-19 e questa convivenza sarà possibile adottando delle misure di sicurezza straordinarie.

Ovviamente ci sarà un uso massiccio di mascherine, guanti, termoscanner e di tutto il materiale che sarà necessario al fine di garantire la massima sicurezza sia negli ambienti di lavoro che in ambienti pubblici e per strada. Ma oltre ai dispositivi materiali ci sarà anche un'app ufficiale da scaricare sul nostro smartphone che ci verrà in nostro aiuto.

Un pò sulla linea di quanto fatto in Cina a Wuhan, è stata creata un'app chiamata "Immuni". È un'app che è stata creata da Bending Spoons in collaborazione con altri enti, come il centro medico Santagostino di Luca Foresti. I progetti concorrenti che sono stati presentati al governo sono stati più di 300 e ad essere selezionata è stata proprio "Immuni".

Come funziona il tracciamento di quest'app? La nostra privacy è messa veramente a rischio? Questa questione ha le linee guida suggerite dall'Unione Europea, che ha apertamente dichiarato: "Anonimato e niente geolocalizzazione, si a bluetooth e volontarietà". Sono state queste le parole chiave che il garante della privacy ha apprezzato.

Quest'app è stata scelta tra le altre in quanto "ritenuta più idonea per la sua capacità di contribuire tempestivamente all'azione di contrasto del virus, per la conformità al modello europeo delineato dal Consorzio PEPP-PT e per le garanzie che offre per il rispetto della privacy". Questo è scritto nell'ordinanza firmata da Domenico Arcuri con cui il commissario straordinario per l'emergenza dispone di "procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d'uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons S.p.a.".

Nell'ordinanza si può inoltre leggere che la società "esclusivamente per spirito di solidarietà e, quindi, al solo scopo di fornire un proprio contributo, volontario e personale, utile a fronteggiare l'emergenza da COVID-19 in atto, ha manifestato la volontà di concedere in licenza d'uso aperta, gratuita e perpetua, al Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il codice sorgente e tutte le componenti applicative facenti parte del sistema di contact tracing già sviluppate, nonchè, per le medesime ragioni e motivazioni e sempre a titolo gratuito, ha manifestato la propria disponibilità a completare gli sviluppi informatici che si renderanno necessari per consentire la messa in esercizio del sistema nazionale di contact tracing digitale".

L'installazione dell'app non sarà resa obbligatoria, ma probabilmente sarà tra le app più scaricate dell'anno. "Speriamo che i cittadini possano sopportare e supportare il sistema di tracciamento dei contatti, che ci servirà a capitalizzare l'esperienza della fase precedente ed evitare che si possa replicare" dichiara Arcuri.

Intanto l'Unione Europea puntualizza: "gli Stati membri stanno convergendo verso un approccio comune con soluzioni che minimizzano il trattamento dei dati personali". Secondo il protocollo dell'Unione Europea la tecnologia dell'app deve riuscire a stimare con buona precisione (circa 1 metro) la vicinanza tra persone al fine di rendere efficace l'avvertimento di eventuali "contatti" con individui contagiati da Covid-19 e quindi per fare ciò si può usare il bluetooth evitando la geolocalizzazione.

"I dati sulla posizione dei cittadini non sono necessari nè consigliati ai fini del tracciamento del contagio. Non è seguire i movimenti delle persone o far rispettare le regole perchè questo creerebbe rilevanti problemi di sicurezza e privacy", sottolineano dall'UE.

Per questo si sta pensando ad un codice ID anonimo e temporaneo che possa stabilire un contatto con gli utenti nelle vicinanze.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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