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Rivoluzione Instagram e Messenger: ecco cosa è successo

Rivoluzione Instagram e Messenger: ecco cosa è successo

Facebook in ossequio alla Direttiva e-Privacy entrata in vigore nel 2020 ha eliminato alcune delle funzioni presenti in Messenger e Instagram

Alcune funzioni disponibili su Messenger e Instagram, almeno per il momento, non saranno disponibili. Il motivo è spiegato sul blog dedicato alla piattaforma: è a causa delle ulteriori regole stringenti incluse nelle Direttiva e-Privacy entrate in vigore nel 2020.

La Direttiva 2002/58/CE, molto spesso chiamata  col nome di Direttiva e-Privacy, regola il trattamento dei dati personali a tutela delle informazioni personali degli utenti delle piattaforme. Recentemente questa norma ha regolarizzato anche i servizi di messaggistica istantanea come Messenger di Facebook. La direttiva, quindi, porre un limite veramente importante alle metodologie di utilizzo da parte delle società dei dati di chiamata relativi alle telecomunicazioni finora in essere, a maggior tutela delle informazioni raccolte. Ecco spiegato del perchè Facebook dirà addio ad alcune funzioni integrate in Messenger ed Instagram.

Instagram e Messenger: cosa cambia

Per offrire un maggiore tutela, in particolare in Europa, in ossequio alla Direttiva e-Privacy Facebook ha dovuto effettuare dei correttivi relativi ai dati delle comunicazioni isolandoli, nella sostanza da altre sezioni dell'infrastruttura. Tuttociò ha di conseguenza limitato alcuni servizi offerti, creando qualche disagio nelle operazioni di aggiornamento.

Facebook non ha di certo specificato nel dettaglio quali siano stati al momento i servizi interdetti, fatto sta cha a poche ore dalle modifiche, milioni di utenti hanno incominciato a segnalare i vari problemi riscontrati nelle due piattaforme. Un esempio, anche un semplice file su Messenger sarebbe stato inibito al di là del formato stesso del documento in questione.

La Direttiva e-Privacy, Facebook e la lotta alla pedopornografia

Facebook indica come la Privacy and Electronic Communications Directive vieti ai servizi di messaggistica e/o di chiamate di utilizzare i dati per prevenire l'invio di dati a carattere pedopornografico, poichè la direttiva risulterebbe fallata, almeno secondo la Commissione Europea.

Tuttavia, il colosso americano ha tenuto a precisare come la lotta alla diffusione di materiale pedopornografico all'interno della piattaforma stessa sia un caposaldo dell'etica aziendale. Il tutto secondo Facebook attraverso l'analisi dei metadati dei messaggi nell'individuazione dei modelli di abuso.


Facebook si è detto certo di poter collaborare in questi termini con i responsabili politici europei e ad altri stakeholder, anche attraverso iniziative come Project Protect che “possano creare un approccio comune che protegga la privacy e mantenga le persone al sicuro online”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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