Media mobile

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Tra gli indicatori più utilizzati dagli analisti tecnici, vi sono sicuramente le medie mobili. Ma sapete esattamente che cosa sono? E quali sono i loro obiettivi?

Cominciamo con il rammentare che lo scopo fondamentale delle medie mobili è quello di poter contenere – per quanto possibile - le fluttuazioni dei prezzi dei titoli, con l’ulteriore finalità di depurare le quotazioni dal “rumore”, piccole distorsioni che derivano dal nervosismo dei mercati. In tal senso, le medie mobili dovrebbero contribuire a rendere la tendenza più regolare e di più facile interpretazione.

Considerando che esistono almeno tre tipologie principali di medie mobili (semplice; ponderata; esponenziale), valutiamole una per una.

Media mobile semplice

Come intuibile, la media mobile semplice è quella… più semplice. Per realizzarla bisognerà sommare i prezzi di chiusura di un numero “n” di giorni e dividere il risultato per il numero dei giorni stessi. Come potrete facilmente notare, si tratta di uno strumento molto facile da calcolare e utilizzare, che presenta però l’evidente inconveniente di tenere in uguale considerazione le quotazioni più remote e quelle più recenti, dando così identica importanza a ciò che è successo tanto tempo fa a ciò che è successo i ntempi più ravvicinati.

Media mobile ponderata

La media mobile ponderata si differenzia dalla semplice poiché cerca di tenere in maggior rilievo i valori recenti rispetto a quelli remoti. Si calcola infatti attribuendo una peso via via maggiore ai prezzi più recenti, in maniera tale che quanto avviene oggi abbia maggiore rilevanza a quanto avveniva tempo addietro.

Media mobile esponenziale

Il terzo tipo principale di media è quella esponenziale. Il significato assunto è simile a quello della media ponderata, visto e valutato che la sua funzione è essenzialmente quella di dare un maggior peso ai prezzi più recenti. Si tratta però di un tipo di media più complessa da calcolare (ma niente paura, le principali piattaforme di trading la calcoleranno per voi!).

Come utilizzare le medie

Abbiamo già detto che le medie sono degli strumenti che meglio ci consentono di identificare la tendenza di un titolo, visto e considerato che depurano i prezzi dal nervosismo del mercato, e fungono da supporto e da resistenza dinamica.

Il loro utilizzo è poi piuttosto semplice, e proprio per questo motivo risultano essere particolarmente apprezzate e fruite anche dai “nuoviinvestitori: con le medie viene infatti generato un segnale di acquisto quando i prezzi del titolo sfondano al rialzo la linea della media mobile, mentre viene generato un segnale di vendita quando la linea della media viene perforata dall’alto verso il basso.

Dunque, in altri termini, se il titolo è sostenuto dall’andamento della media ci si trova in una fase rialzista con la media che funge da supporto dinamico. Di contro, se il titolo si trova ad essere respinto dall’andamento della media, ci si trova in una fase ribassista con la media che funge da resistenza dinamica. Pertanto, se si utilizzano le medie ponderata ed esponenziale si può ottenere una conferma o una anticipazione del segnale nel momento in cui cambiano direzione.

Valutata la semplicità dell’utilizzo della media e la sua apparente efficacia, al trader sarà richiesto di scegliere – sulla base della sua esperienza e delle sue conoscenze – quale sia la media più adatta da utilizzare in quel determinato momento di mercato. In tal senso, l’elemento che più di altri potrebbe determinare il successo della propria scelta strategica è la “velocità” della media, ovvero il periodo di tempo su cui è calcolata.

In sintesi, se il trader assume una media molto veloce, il rischio è che questa generi molti segnali di intervento che aumentano le probabilità di errore. È anche vero che il bonus principale di tali medie così brevi è dato dalla possibilità di interpretare ogni minima variazione di tendenza. Tuttavia, se desiderate lavorare con maggiore tranquillità, meglio puntare sull’uso di medie più lunghe che, tuttavia, hanno lo svantaggio di ritardare gli interventi.

Che fare, dunque? Sicuramente, un buon compromesso è rappresentato dalla possibilità di usare due medie semplici, una più “veloce” ed una più “lenta”: in questa maniera, quando la media più veloce taglia dal basso verso l’alto quella più lenta si ha un segnale di acquisto, mentre quando la media più veloce taglia dall’alto verso il basso quella più lenta si ha un segnale di vendita.

Redazione Borsainside
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