Leading Indicators (Superindice)

FONTE: Conference Board degli Stati Uniti

PUBBLICAZIONE: Mensile, a metà mese e relativamente al mese precedente, alle 10:00 ET (16.00 ora italiana)

IMPORTANZA: Bassa. E' un indice estremamente prevedibile e di scarso impatto sul mercato, poiché risulta composto da una serie di indicatori dell'attività economica diffusi in precedenza. In passato ha anticipato correttamente diverse recessioni, ma la sua capacità previsionale non è perfetta. Spesso, infatti, ha fornito falsi segnali.

DESCRIZIONE:
Il super indice, rappresenta un valore aggregato e ponderato di dieci diversi indicatori economici ("Leading Indicators"), già annunciati in precedenza. Scendendo nel dettaglio si tratta dei nuovi ordini, della media settimanale dei sussidi alla disoccupazione, dell'offerta di moneta M2, dei nuovi cantieri e permessi edilizi, dello spread tra titoli di Stato a 10 anni ed il tasso di finanziamento delle banche, dell'indice NAPM, della media settimanale delle ore lavorate nel settore manifatturiero, dell'indice sulle attese dei consumatori, dei prezzi delle azioni dell'S&P500 e dei nuovi ordini manifatturieri per merci particolari.

È un indicatore utile per comprendere lo scenario economico futuro ed in grado di anticipare le svolte del ciclo. Quando l'indice si sposta verso il basso ci si attende un deterioramento della congiuntura mentre se si sposta verso l'alto potrebbe verificarsi un recupero per il sistema economico. Dopo tre mesi consecutivi di declino del superindice è probabile che l'economia entri in recessione.

Un rialzo del superindice fa reagire positivamente il mercato azionario, giacché indica un futuro incremento dei profitti delle imprese, mentre un suo ribasso tende a favorire il mercato obbligazionario. Il dato include altri due indici, quello coincidente (coincident index) e quello differito (lagging index), che servono per avere un'idea più chiara sulla situazione economica del paese.

Il primo, calcolato su quattro indicatori (occupazione settore non agricolo, redditi personali al netto dei trasferimenti, produzione industriale, vendite del settore manifatturiero) rappresenta un buon anticipatore della crescita o del rallentamento del prodotto interno lordo mentre il secondo, calcolato su sette indicatori (durata media del periodo di disoccupazione, media del “prime rate”, ratio scorte/vendite, acquisti rateali sulla base del reddito percepito, variazione del costo di lavoro per unità prodotta, prezzi al consumo per i servizi, prestiti commerciali ed industriali) valuta la situazione interna dell'economia ed i suoi sviluppi. La diffusione del superindice avviene dal 1959.

Redazione Borsainside