Grok 4 - Borsainside.com

Il chatbot Grok di Elon Musk ha iniziato a limitare alcune funzioni di generazione di immagini agli utenti paganti di X, pochi giorni dopo le forti critiche internazionali legate all’uso improprio della funzione Imagine, accusata di rispondere a richieste di “spogliare digitalmente” persone, inclusi minori.

Il cambiamento è avvenuto tra giovedì e venerdì. Ora, quando un utente non abbonato chiede a Grok di generare un’immagine direttamente su X, il bot risponde con il messaggio: “La generazione e la modifica delle immagini sono attualmente limitate agli abbonati paganti”, accompagnato da un link per sottoscrivere l’abbonamento.

Una limitazione parziale che lascia aperte altre vie

La restrizione non riguarda tutte le modalità di utilizzo. Gli utenti possono ancora accedere a Grok tramite:

  • Il pulsante “modifica immagine” disponibile sui contenuti caricati su X, utilizzabile anche dai non abbonati
  • Il sito web standalone e l’app dedicata di Grok, dove la generazione di immagini e video resta gratuita

Il blocco sembra quindi applicarsi solo alla funzione che consente di taggare Grok in un post pubblico su X, chiedendo al bot di creare o modificare immagini visibili a tutti.

Le tensioni interne e le accuse sui controlli di sicurezza

Secondo quanto riportato da CNN, nelle settimane precedenti allo scoppio della polemica Musk avrebbe espresso frustrazione per le limitazioni di sicurezza di Grok Imagine durante un incontro interno a xAI.

Nello stesso periodo, tre membri chiave del team di sicurezza di xAI, incluso il responsabile della product safety, hanno lasciato l’azienda. Un dettaglio che ha alimentato ulteriori dubbi sulla tenuta dei sistemi di protezione contro abusi e deepfake a sfondo pornografico.

Preoccupazioni da Europa, Asia e Regno Unito

Le reazioni istituzionali non si sono fatte attendere. Autorità di Regno Unito, Unione Europea, Malesia e India hanno espresso preoccupazioni ufficiali sulle protezioni di Grok e sulla facilità con cui la tecnologia può essere utilizzata per creare contenuti illegali o non consensuali.

Un portavoce del primo ministro britannico Keir Starmer ha criticato duramente la scelta di X, affermando che “trasformare una funzione AI che consente la creazione di immagini illegali in un servizio premium non risolve il problema”, come riportato dalla BBC.

Pressioni anche negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, un gruppo di senatori ha inviato una lettera a Apple e Google, chiedendo la rimozione di X e Grok dagli app store, accusandoli di violare i termini di distribuzione relativi alla sicurezza e alla tutela degli utenti.

Nonostante le critiche, durante il periodo più acceso della controversia, i vertici di X, inclusi Musk e il responsabile prodotto Nikita Bier, hanno sottolineato come la piattaforma stesse registrando alcuni dei più alti livelli di engagement di sempre.

xAI raccoglie 20 miliardi di dollari

Parallelamente allo scandalo, xAI ha annunciato il completamento del round di finanziamento Series E, superando l’obiettivo iniziale di 15 miliardi di dollari e raccogliendo 20 miliardi di dollari complessivi dagli investitori. Un risultato che evidenzia come, nonostante le polemiche, l’interesse finanziario verso l’ecosistema AI di Musk resti molto elevato.

Al momento, un portavoce di X non ha risposto alle richieste di commento avanzate da CNN, lasciando aperti molti interrogativi su come e se verranno rafforzate le misure di sicurezza di Grok nel prossimo futuro.

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