Durante una visita alla Stamford High School, l’attenzione non è stata catturata solo dai murales, dai lavori artistici realizzati dagli studenti e dai simboli dell’identità scolastica, ma anche da un cambiamento silenzioso che sta prendendo forma tra le aule. Accanto alle tradizionali materie come lettura, scrittura e matematica, sta emergendo con sempre maggiore forza un quarto pilastro formativo: la educazione finanziaria. Un tema che, come madre di due figli adolescenti, ho scoperto essere più urgente di quanto credessi.
Cosa manca ai ragazzi quando si parla di soldi
Parlando con i miei figli, ho capito che anche chi crede di sapere come “funziona il denaro” spesso ignora aspetti fondamentali della gestione economica. Uno dei miei ragazzi era convinto, ad esempio, che bastasse pagare ogni mese il minimo della carta di credito per mantenere un buon punteggio. Non sapeva che questa scelta, nel tempo, porta a pagare interessi elevatissimi, erodendo i risparmi con l’effetto dell’APR, il tasso annuale che determina il costo reale del credito.
In un’altra occasione abbiamo affrontato il tema dell’università. Dopo aver individuato le sue facoltà preferite, gli ho chiesto di cercare non solo i requisiti di ammissione, ma anche i costi totali, inclusi vitto, alloggio, tasse e spese accessorie. Lo stupore iniziale è stato grande. Gli ho quindi proposto di confrontare queste cifre con il salario medio del lavoro a cui aspirava, per capire se l’investimento sarebbe stato sostenibile. Poco dopo, è tornato con una nuova lista di università, più in linea con la realtà.
I soldi non si insegnano solo a scuola
Capita spesso che i genitori si limitino a spiegare ai figli il valore del denaro, pensando che possa bastare. Ma la vera educazione finanziaria va oltre: riguarda scelte di vita, pianificazione, autonomia, capacità di prendere decisioni consapevoli. Anche se a volte si rischia un’alzata di occhi al cielo, le conversazioni sul denaro sono spesso tra le più utili, soprattutto quando nascono nei momenti quotidiani: un tragitto in macchina, una spesa da fare insieme, una bolletta da capire.
Un progetto concreto per portare la finanza tra i banchi
Il motivo della mia visita alla Stamford High School era l’annuncio di un finanziamento triennale da trecentomila dollari firmato da Webster Bank per sostenere il programma Connecticut Financial Scholars. È un progetto educativo che offre alle scuole strumenti concreti per insegnare la finanza personale, con corsi, materiali didattici, formazione per insegnanti e persino esperienze di lavoro retribuite per gli studenti.
Il programma prevede percorsi sulla gestione del denaro, investimenti, risparmio, credito, previdenza e responsabilità economica. Coinvolge studenti, insegnanti e famiglie, creando una vera cultura finanziaria diffusa. Dopo esperienze positive a Philadelphia, l’iniziativa ora mira a raggiungere venticinque scuole nel 2025-2026, per arrivare almeno a settantacinque istituti nell’anno successivo.
Perché investire nell’educazione finanziaria?
Webster Bank sostiene che questo sostegno non è solo un gesto filantropico, ma una parte della sua missione di promozione dell’empowerment finanziario, attivo da novant’anni sul territorio. Le sue iniziative includono laboratori di educazione economica per giovani, supporto a organizzazioni non profit e programmi rivolti a comunità a basso reddito.
Secondo dati recenti, trenta stati americani richiedono ora un corso di finanza personale per ottenere il diploma. In Connecticut l’obbligo è stato introdotto nel 2023 e secondo un sondaggio Webster, l’ottantaquattro percento dei cittadini ritiene che scuole medie e superiori dovrebbero investire maggiormente in educazione finanziaria. Solo un terzo degli intervistati ha dichiarato di sentirsi realmente in controllo del proprio futuro economico.
Verso una generazione finanziariamente consapevole
I benefici di una vera educazione finanziaria si manifestano in ogni fase della vita: quando si guadagna il primo stipendio, quando si va a vivere da soli, quando si sceglie un percorso universitario o professionale, quando si crea una famiglia o si pianifica la pensione. I ragazzi devono imparare non solo a spendere e risparmiare, ma soprattutto a prendere decisioni.
La scuola, la famiglia e la comunità hanno un ruolo decisivo. Parlare di soldi, scelte, obiettivi e responsabilità non è più un argomento da adulti, ma una parte essenziale della crescita.
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