La richiesta globale di microchip e processori per l’intelligenza artificiale sta crescendo a un ritmo più rapido del previsto, tanto da superare le stime interne di Nvidia. A confermarlo è stata Colette Kress, direttrice finanziaria di Nvidia, intervenuta il 6 gennaio a un evento organizzato da JPMorgan Chase.
Secondo Kress, la domanda per i chip destinati ai data center e alle applicazioni di intelligenza artificiale è ormai superiore alla previsione di 500 miliardi di dollari di ricavi cumulati, una cifra che Nvidia aveva indicato come obiettivo per i propri prodotti attuali e futuri entro la fine del 2026. Una stima che, a quanto pare, risulta già conservativa.
Il tetto dei 500 miliardi è stato superato
Durante l’intervento, la CFO ha spiegato che la crescita della domanda è continuata anche dopo la definizione della previsione iniziale. In altre parole, quel traguardo da 500 miliardi non rappresenta più il limite massimo atteso. Nvidia, nell’ultima trimestrale, aveva già indicato questa cifra come riferimento per i ricavi legati ai chip per data center, ma gli ordini e l’interesse del mercato stanno andando oltre.
Il messaggio è chiaro: l’espansione dell’IA generativa, del cloud avanzato e dei modelli di calcolo ad alte prestazioni sta spingendo Nvidia oltre le proprie aspettative, creando una pressione crescente sulla capacità produttiva e sulle roadmap future.
Il nodo Cina resta una grande incognita
Un passaggio chiave dell’intervento ha riguardato la posizione di Nvidia in Cina, tema sempre più delicato dal punto di vista geopolitico. Kress ha chiarito che non è ancora noto se e quando il governo degli Stati Uniti concederà le licenze necessarie per autorizzare le operazioni dell’azienda nel mercato cinese.
Secondo la CFO, l’amministrazione statunitense sta lavorando attivamente sul processo di approvazione, ma al momento non esistono certezze. Nvidia si trova così nel mezzo delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, diventando di fatto uno strumento di pressione nelle trattative tra le due potenze.
Nel tempo, Washington ha alternato blocchi totali alle esportazioni di chip verso la Cina, motivati da ragioni di sicurezza nazionale, ad autorizzazioni limitate per la vendita di versioni meno potenti dei processori. Dall’altra parte, anche Pechino ha più volte minacciato restrizioni sull’utilizzo dei chip Nvidia all’interno del Paese.
Il giudizio di Wall Street sul titolo Nvidia
Dal punto di vista dei mercati finanziari, il sentiment resta fortemente positivo. Il titolo Nvidia gode attualmente di un rating “Strong Buy” basato sulle valutazioni di 41 analisti di Wall Street. La stragrande maggioranza delle raccomandazioni è orientata all’acquisto, con una sola indicazione di mantenimento e una di vendita negli ultimi tre mesi.
Il target price medio, fissato a 263,39 dollari, suggerisce un potenziale rialzo di quasi il 40 percento rispetto alle quotazioni attuali. Un segnale che riflette la fiducia del mercato nella capacità di Nvidia di continuare a dominare il settore dei chip per l’intelligenza artificiale, nonostante le incertezze geopolitiche e regolatorie.
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