L’oro consolida le sue posizioni sopra quota 5.200 dollari l’oncia e si avvia a chiudere febbraio con un bilancio decisamente positivo. Il metallo prezioso continua a beneficiare di un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, instabilità economica e crescente prudenza da parte degli investitori, elementi che rafforzano il suo ruolo di bene rifugio.
Prezzi dell’oro stabili dopo il recente recupero
Durante la sessione asiatica di venerdì, le quotazioni dell’oro hanno mostrato un andamento stabile, confermando il trend di recupero iniziato nelle ultime settimane. Nel dettaglio:
- L’oro spot ha registrato un incremento dello 0,2%, raggiungendo i 5.194,02 dollari l’oncia nelle prime ore della mattinata italiana.
- I contratti futures sull’oro hanno segnato un aumento dello 0,3%, attestandosi a 5.211,41 dollari l’oncia.
Su base mensile, il metallo giallo evidenzia una crescita significativa, con un rialzo complessivo del 6,7% nel mese di febbraio, recuperando rapidamente dopo la fase di debolezza osservata a fine gennaio, quando un rally di natura speculativa si era esaurito in tempi brevi.
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Tensioni geopolitiche e incertezza economica sostengono la domanda
Uno dei principali fattori alla base della recente forza dell’oro è l’aumento delle tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro presenza militare nella regione e ribadito la possibilità di azioni più incisive nei confronti dell’Iran in caso di mancato accordo sul nucleare.
I recenti colloqui tra Washington e Teheran si sono conclusi senza un’intesa definitiva, ma entrambe le parti hanno manifestato l’intenzione di proseguire il dialogo nelle prossime settimane. Questa situazione mantiene elevata l’incertezza sui mercati, favorendo l’interesse per asset considerati più sicuri, come l’oro.
Politica commerciale USA e timori sulla crescita globale
Oltre alle tensioni geopolitiche, anche le recenti decisioni in materia di politica commerciale negli Stati Uniti stanno contribuendo alla volatilità dei mercati finanziari.
Una sentenza della Corte Suprema ha annullato gran parte dei dazi commerciali precedentemente introdotti dall’amministrazione Trump. Tuttavia, l’ex presidente ha reagito annunciando nuove tariffe basate su un diverso quadro normativo, lasciando intendere la possibilità di ulteriori misure protezionistiche.
Questo scenario alimenta i timori di rallentamento economico e possibili ripercussioni sugli scambi globali, elementi che storicamente rafforzano l’attrattiva dell’oro come strumento di protezione del capitale.
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Performance positiva anche per argento e platino
Il clima favorevole ai metalli preziosi non riguarda soltanto l’oro. Anche altri asset del comparto stanno registrando performance rilevanti:
- Argento spot in rialzo dell’1,7% a 89,7785 dollari l’oncia, con un progresso mensile del 6%.
- Platino spot in aumento del 3% a 2.351,63 dollari l’oncia, con una crescita complessiva dell’8,4% nel mese.
Questi dati confermano un rinnovato interesse degli investitori verso i metalli preziosi, sostenuto dalla ricerca di stabilità in un contesto economico e geopolitico ancora incerto.
Prospettive per l’oro: trend positivo nel breve termine
Guardando alle prossime settimane, il quadro rimane favorevole per l’oro. L’insieme di fattori quali tensioni internazionali, politiche commerciali imprevedibili e dubbi sulla crescita economica globale continua a supportare la domanda di beni rifugio.
Se queste condizioni dovessero persistere, il metallo prezioso potrebbe mantenersi su livelli elevati, confermando il suo ruolo centrale nelle strategie di diversificazione e protezione degli investimenti nel 2026.
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