Oro e argento stanno vivendo un nuovo scatto verso l’alto, con entrambi i metalli che hanno segnato massimi storici. L’oro ha superato livelli mai visti prima e l’argento ha spinto ancora più forte, mostrando una volatilità tipica di questo mercato quando entra in una fase di euforia e di forte domanda.
Perché stanno salendo così tanto
Quando i mercati entrano in una fase di incertezza, molti investitori cercano strumenti percepiti come più “difensivi”. L’oro è da sempre considerato un bene rifugio, mentre l’argento spesso segue lo stesso movimento ma con oscillazioni più ampie. Se cresce la paura legata a economia, politica e tensioni globali, aumenta la domanda di metalli preziosi e i prezzi salgono rapidamente.
Le nuove tensioni internazionali e le minacce di dazi verso l’Europa hanno alimentato il clima di nervosismo e spinto ulteriormente la corsa ai metalli. In questi scenari, basta un singolo evento politico o una dichiarazione aggressiva per far scattare acquisti improvvisi, perché il mercato interpreta la situazione come un rischio crescente per stabilità economica e commercio globale.
L’idea dietro al “debasement trade” è questa: se aumenta la spesa pubblica, crescono i deficit e si crea instabilità fiscale, molte persone temono che nel lungo periodo il potere d’acquisto della moneta possa indebolirsi. In quel caso oro e argento diventano una sorta di protezione, perché sono asset reali e non dipendono direttamente dalle promesse di un singolo Stato o di una singola banca centrale.
L’oro viene spinto anche da una domanda crescente da parte delle banche centrali, che lo usano come riserva per diversificare e rafforzare la propria stabilità. A questo si aggiungono i dubbi sulla capacità delle istituzioni di mantenere equilibrio tra crescita, inflazione e credibilità delle politiche monetarie: quando questa fiducia vacilla, l’oro tende a beneficiarne.
Perché l’argento può salire più dell’oro
L’argento è un caso particolare perché non è soltanto “bene rifugio”. È anche un metallo industriale fondamentale, usato in molte tecnologie e produzioni moderne. Se la domanda industriale cresce mentre l’offerta rimane limitata, l’argento può entrare in una fase di rialzo molto più aggressiva dell’oro, con movimenti estremi sia in salita che in discesa.
Un punto centrale è la disponibilità. Se per anni il settore minerario investe poco, la produzione non riesce a crescere abbastanza rapidamente per soddisfare la domanda. Questo crea un gap che il mercato “paga” con prezzi più alti. In più, quando alcuni grandi attori trattengono il metallo per uso interno, l’offerta globale si restringe e la pressione al rialzo aumenta ancora.
L’argento però ha un limite naturale: se diventa troppo caro, le aziende che lo usano iniziano a ridurre gli acquisti, a rallentare le forniture o a cercare materiali sostitutivi. Questo fenomeno può far perdere forza al rally dopo un po’ di tempo, anche se spesso non si vede subito nei dati, perché i contratti e le scorte industriali creano un effetto ritardato.
Un rialzo così forte non è sempre “pulito”. Quando i prezzi accelerano in modo violento, una parte della domanda può essere speculativa, quindi più sensibile a prese di profitto improvvise. Questo significa che l’argento può continuare a salire, ma può anche correggere rapidamente se cambia il sentiment o se arrivano segnali di rallentamento della domanda reale.
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