Il 2025 si chiude con risultati molto difficili per Porsche AG. La casa automobilistica tedesca ha registrato un crollo degli utili dopo aver contabilizzato una maxi svalutazione da 3,9 miliardi di euro che ha quasi azzerato i profitti della divisione automotive.
L’utile per azione ordinaria si è fermato a 0,47 euro, in netto calo rispetto ai 3,94 euro del 2024. Un risultato che riflette le difficoltà di un anno segnato da costi straordinari, rallentamento delle vendite e investimenti sempre più consistenti nello sviluppo tecnologico.
Crollo dell’utile operativo nel 2025
I numeri evidenziano con chiarezza la portata della frenata. L’utile operativo del gruppo è precipitato a 413 milioni di euro, contro i 5,64 miliardi dell’anno precedente, con una contrazione superiore al 92%. Anche la redditività sulle vendite ha subito un forte ridimensionamento, passando dal 14,1% all’1,1%.
Parallelamente, i ricavi complessivi del gruppo sono scesi del 9,5%, attestandosi a 36,27 miliardi di euro, mentre l’utile netto dopo le imposte è diminuito del 91,4%, fermandosi a 310 milioni di euro.
La divisione automotive è stata la più colpita: l’utile operativo è crollato del 98,3%, arrivando a soli 90 milioni di euro, con un ritorno sulle vendite dello 0,3%.
Gran parte dell’impatto negativo deriva da una serie di oneri straordinari che hanno pesato sui conti dell’anno:
- 2,4 miliardi di euro per costi di riallineamento e riorganizzazione
- 700 milioni di euro legati allo sviluppo delle attività nel settore batterie
- 700 milioni di euro connessi ai dazi statunitensi.
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Flussi di cassa e investimenti in crescita
Anche il flusso di cassa libero della divisione automotive ha registrato una forte contrazione. Nel 2025 si è fermato a 1,5 miliardi di euro, in calo del 59,5% rispetto all’anno precedente. In rapporto ai ricavi delle vendite automotive, il dato scende al 4,7%, contro il 10,2% del 2024.
La liquidità netta automotive si è ridotta del 14,2%, arrivando a 7,3 miliardi di euro.
Allo stesso tempo, la casa automobilistica ha intensificato gli investimenti in innovazione. I costi di ricerca e sviluppo contabilizzati a bilancio sono saliti a 3,16 miliardi di euro, pari al 9,8% dei ricavi della divisione automotive, quasi il doppio rispetto al 5,6% dell’anno precedente.
Vendite in calo, ma prezzo medio più alto
Nel 2025 le consegne globali di veicoli sono scese del 10,1%, fermandosi a 279.449 unità. Anche le vendite effettive hanno registrato un calo più marcato, pari al 15%, con 265.663 vetture commercializzate.
Nonostante il calo dei volumi, il ricavo medio per veicolo è salito a 121.000 euro, rispetto ai 117.000 euro dell’anno precedente. Il miglioramento è dovuto principalmente all’aumento dei prezzi e a un mix di modelli più redditizio.
Tra i modelli più venduti spiccano:
- Porsche Macan, rimasta la più richiesta con 84.328 unità (+2%)
- Porsche 911, che ha raggiunto un nuovo record con 51.583 consegne (+1%)
Al contrario, altri modelli hanno registrato una flessione significativa:
la Porsche Cayenne ha perso il 21% delle vendite (80.886 unità), la Porsche 718 è scesa a 18.612 unità (-21%) e la Porsche Taycan ha registrato 16.339 consegne (-22%).
Le nuove normative europee sulla cybersicurezza hanno inoltre limitato la disponibilità sul mercato europeo delle versioni con motore a combustione della 718 e della Macan.
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Nord America in crescita, cala la Cina
Dal punto di vista geografico, il Nord America ha rafforzato il proprio peso nelle vendite globali, rappresentando il 31% delle consegne con 86.229 veicoli, rispetto al 28% dell’anno precedente.
La Cina, invece, ha registrato un ridimensionamento della propria quota, scesa dal 18% al 15%.
Nel frattempo continua a crescere il peso dell’elettrico: i veicoli completamente elettrici hanno rappresentato il 22,2% delle consegne totali, quasi il doppio rispetto al 12,7% del 2024.
Dividendo confermato e outlook 2026
Nonostante il forte calo degli utili, il gruppo proporrà all’assemblea degli azionisti di giugno un dividendo di 1 euro per azione ordinaria e 1,01 euro per azione privilegiata, mantenendo un payout del 50%.
Per il 2026, Porsche prevede ricavi compresi tra 35 e 36 miliardi di euro e un ritorno sulle vendite tra il 5,5% e il 7,5%. Tuttavia, l’azienda avverte che le vendite di veicoli potrebbero scendere ulteriormente rispetto ai livelli del 2025.
Sono inoltre attesi nuovi oneri straordinari, anche se di entità inferiore rispetto a quelli registrati quest’anno. Il margine EBITDA della divisione automotive dovrebbe collocarsi tra il 15% e il 17%, mentre la quota di veicoli elettrici a batteria dovrebbe raggiungere tra il 24% e il 26% delle consegne.
Il 2026, quindi, sarà ancora un anno di transizione per il marchio di Stoccarda, alle prese con la trasformazione tecnologica dell’automotive e con un mercato globale sempre più competitivo.
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