Il titolo più simbolico della rivoluzione dell’intelligenza artificiale avrebbe ormai perso il suo fascino speculativo. Secondo Tom Sosnoff, imprenditore seriale ed ex fondatore di Thinkorswim e Tastytrade, Nvidia è diventata un’idea “noiosa” per il mercato, non per mancanza di qualità, ma perché la sua storia è ormai nota a tutti e pienamente riflessa nel prezzo.
Intervenendo a Opening Bid di Yahoo Finance, Sosnoff ha spiegato che Nvidia rappresenta un caso quasi unico: dominanza tecnologica indiscutibile, prodotti straordinari e un ruolo centrale nello sviluppo dell’AI, ma anche una valutazione che lascia pochissimo spazio alle sorprese positive. Quando analisti e investitori sono tutti dalla stessa parte, il potenziale rialzo tende a ridursi drasticamente.
Pur dichiarandosi un grande estimatore della tecnologia Nvidia, Sosnoff ha utilizzato una metafora eloquente: usare le piattaforme AI dell’azienda è come avere sempre accanto un amico geniale con un quoziente intellettivo di 165. Il problema, però, non è il prodotto, ma il prezzo. A suo giudizio il titolo è completamente prezzato per la perfezione, una condizione che storicamente rende vulnerabili anche le aziende migliori.
La domanda chiave che l’imprenditore si pone è semplice: quanto margine di rialzo resta davvero e quale potrebbe essere il rischio in caso di inversione del mercato. Non si tratta di un giudizio negativo su Nvidia in sé, ma di una riflessione puramente legata alle valutazioni e alla dinamica dei prezzi.
Questo avvertimento arriva in una fase particolare dei mercati finanziari. La volatilità è su minimi pluriennali, mentre le borse statunitensi viaggiano su livelli record. Nell’ultimo anno Nvidia ha messo a segno un rialzo di circa il 40%, mentre indici come S&P 500 e Dow Jones Industrial Average hanno recentemente aggiornato i massimi storici.
Sosnoff non prevede un crollo generalizzato, ma ritiene sempre più probabile una correzione significativa tra il 10% e il 15%, potenzialmente concentrata tra marzo e maggio. A suo avviso, le probabilità favoriscono il lato negativo, soprattutto perché mentre il mercato azionario mostra euforia, quello obbligazionario rimane sorprendentemente fermo. In passato, quando la volatilità torna improvvisamente, i titoli più affollati e più “cari” sono spesso i primi a subire le vendite.
Un ulteriore elemento di incertezza potrebbe arrivare dal contesto istituzionale, con possibili tensioni sui mercati in coincidenza con la fine del mandato del presidente della Federal Reserve Jerome Powell prevista per maggio.
Sosnoff ha espresso scetticismo anche sul futuro primato di Nvidia come società con la maggiore capitalizzazione al mondo. Alla domanda se l’azienda manterrà la leadership fino a fine anno, la sua risposta è stata netta. Secondo lui, non è affatto scontato. Google ha recentemente superato Apple come seconda azienda più capitalizzata al mondo e si trova ormai a distanza ravvicinata da Nvidia, dopo aver oltrepassato la soglia dei 4.000 miliardi di dollari.
Il messaggio di fondo è chiaro: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è reale, ma per Nvidia la fase dei guadagni facili potrebbe essere alle spalle. In caso di correzione primaverile dei mercati, le operazioni più affollate e celebrate rischiano di essere le prime a pagare il conto.
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