Le previsioni forex 2026 si inseriscono in uno scenario radicalmente diverso rispetto al ciclo che ha dominato il mercato valutario tra il 2022 e il 2024. L’asse portante non è più la lotta all’inflazione, ma la gestione delle conseguenze di politiche monetarie restrittive prolungate, di un debito pubblico crescente e di equilibri geopolitici più instabili.
Il mercato dei cambi si prepara a un anno in cui la volatilità tornerà strutturale, non episodica. Il 2026 viene già percepito dagli operatori come l’anno della ridefinizione delle gerarchie valutarie, più che della semplice continuazione dei trend in atto.
L’analisi più recente di Goldman Sachs suggerisce un mercato meno uniforme, con movimenti meno sincronizzati e una maggiore dispersione delle performance tra le principali divise globali.
Il punto di svolta riguarda il dollaro statunitense, che dopo una lunga fase di supremazia sta mostrando segnali di riequilibrio strutturale. Il quadro che emerge non è quello di una debolezza improvvisa, ma di un lento riassestamento legato a un mondo economico più bilanciato e a prospettive di crescita meno asimmetriche rispetto al recente passato.
Il dollaro e il ritorno del “Dollar Smile” in versione attenuata
Nel 2026 il biglietto verde tende a perdere parte della sua funzione di ancora dominante del mercato valutario. Il cosiddetto “Dollar Smile”, storicamente associato alla forza del dollaro nelle fasi di stress globale e alla sua debolezza quando il ciclo economico internazionale migliora, torna a manifestarsi in modo più classico. In un contesto di rendimenti globali più equilibrati e con aspettative di politiche monetarie meno restrittive negli Stati Uniti, il dollaro smette di esercitare una pressione uniforme sulle altre valute.
Questo cambio di regime ha un effetto rilevante: le correlazioni elevate tra le principali coppie iniziano a ridursi e il mercato torna a premiare o penalizzare le divise sulla base dei fondamentali nazionali, più che sulla sola direzione della valuta americana.
Yen giapponese tra normalizzazione e fragilità strutturali
Lo yen resta una delle variabili più complesse nell’ambito delle previsioni sul forex per il 2026. La graduale uscita da politiche ultra-accomodanti non si traduce automaticamente in un rafforzamento stabile della valuta. Il legame anomalo tra curva dei rendimenti e cambio, alimentato da fattori fiscali interni, continua a pesare sulla credibilità del recupero.
Nel breve periodo lo yen potrebbe ancora mostrare debolezza su alcuni incroci, soprattutto contro l’euro. Tuttavia, nel medio-lungo termine il progressivo restringimento dei differenziali di tasso e la riduzione dei costi di copertura valutaria pongono le basi per un apprezzamento lento ma strutturale, più coerente con una normalizzazione ordinata che con un’inversione improvvisa.
Renminbi: apprezzamento controllato e strategia di lungo periodo
Il renminbi cinese si colloca in una posizione intermedia tra disciplina e gradualità. Le previsioni indicano una traiettoria di rafforzamento misurato nel corso del 2026, sostenuta da una valuta ancora sottovalutata e da una resilienza sorprendente del commercio estero. La strategia rimane prudente: evitare shock valutari che possano compromettere la competitività, mantenendo al tempo stesso una direzione coerente di apprezzamento reale.
Il principale punto di attenzione resta la domanda interna, che limita l’aggressività delle politiche di sostegno. La gestione del cambio diventa quindi uno strumento di equilibrio, più che un obiettivo autonomo, inserito in una visione macroeconomica di stabilizzazione progressiva.
Sterlina sotto pressione tra austerità e politica monetaria
Tra le principali valute europee, la sterlina britannica appare una delle più esposte a rischi strutturali nel 2026. L’orientamento verso una maggiore moderazione fiscale, in controtendenza rispetto ad altre economie avanzate, crea un mix di politiche poco favorevole alla valuta. Le prospettive cicliche deboli aumentano la probabilità di un allentamento monetario più marcato, riducendo l’attrattività relativa della sterlina.
In questo contesto, il cambio con l’euro tende a riflettere una perdita di posizionamento competitivo del Regno Unito, con il mercato che inizia a prezzare una divergenza più netta rispetto al resto dell’area europea.
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Forex 2026 e strategie sui cross: il ritorno del valore relativo
Uno degli elementi più rilevanti di cui tener conto nell’ambito delle previsioni sull’andamento del mercato del forex nel 2026 è il ritorno delle strategie basate sul valore relativo. In un mercato meno dominato dal rischio globale, alcune coppie diventano strumenti più “puliti” per esprimere visioni sui differenziali di politica monetaria. Incroci come AUD/NZD emergono non per debolezza assoluta di una valuta, ma come veicoli efficienti per scommettere sulla convergenza o divergenza delle decisioni delle rispettive banche centrali.
Questo approccio segnala un cambiamento profondo: il forex torna a essere un mercato di selezione e interpretazione macro, più che di semplice esposizione direzionale al dollaro.
Un sistema valutario sempre più multipolare
Il quadro complessivo che si delinea per il 2026 è quello di un sistema valutario multipolare, in cui nessuna divisa esercita un dominio incontrastato. Il dollaro resta centrale, ma non più esclusivo. Giappone, Cina ed Europa seguono traiettorie distinte, ciascuna condizionata da vincoli interni e scelte politiche specifiche.
Per il mercato dei cambi questo significa maggiore complessità, ma anche più opportunità di lettura e posizionamento. Le previsioni sul forex per il 2026 indicano un anno in cui comprendere le sfumature delle politiche monetarie e fiscali sarà più importante che seguire un’unica narrativa dominante.
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